MotoGP, Casey Stoner nel box Ducati

MotoGP, Stoner-Ducati sogno proibito: “Ho ancora problemi di salute”

Casey Stoner nel paddock MotoGP a Portimao, ha assistito Bagnaia e Miller dal venerdì fino ai festeggiamenti. Ma il campione non sarà coach Ducati.

8 novembre 2021 - 14:10

Casey Stoner ha seguito passo passo Pecco Bagnaia e Jack Miller nel week-end di MotoGP a Portimao. E lo rivedremo anche a Valencia. Ha elargito consigli ai due piloti Ducati, girato video e scattato foto in pista, per aiutare a ottimizzare l’ultimo curvone prima del rettilineo. E ha scattato foto ricordo con tantissimi piloti, fra cui lo storico rivale Valentino Rossi con cui ha lottato per sette lunghe stagioni e scritto pagine di storia del motociclismo mondiale. Ai box Ducati c’era anche Carlos Checa.

A molti è balzata l’idea che il due volte iridato possa tornare ai box come coach. Un desiderio più volte espresso da Pecco Bagnaia, che si è detto entusiasta di poter collaborare con Stoner. Ma i sogni sono destinati a restare tali. Lo dice a chiare lettere il direttore sportivo Paolo Ciabatti: “Sarebbe bello, ma è un sogno destinato a restare nel cassetto“. Troppo lontana la sua Australia, dovrebbe trascorrere troppo tempo lontano dalla famiglia. E soprattutto fare i conti con la sindrome da stanchezza cronica, una grave malattia con cui fa i conti da oltre quattro anni.

La malattia di Stoner

Anche per questo motivo ha dovuto rinunciare al ruolo di collaudatore intrapreso con Honda e proseguito con Ducati. “Ho ancora enormi problemi di salute“, ha rivelato Casey Stoner a Portimao. “Ci sono stati momenti in cui praticamente ho trascorso cinque mesi sul divano. Il tragitto da letto a divano era la mia unica sessione di allenamento quotidiano. Ovviamente è stato estremamente difficile per me mentalmente“. Alti e bassi continui che non gli permettono di svolgere una vita completamente serena. “A dicembre e gennaio pensavo che andasse meglio. Ero davvero euforico, ma a marzo e aprile le cose sono andate di nuovo in discesa rapidamente“.

Nel frattempo, però, il campione ha imparato a gestire meglio la sua malattia. Evita di fare jogging per non essere costretto a restare a riposo per settimane. “Ci sono giorni in cui sono completamente esausto e altre volte va di nuovo meglio. Ma non sono mai al di sopra del 60 percento della mia prestazione“. Resta però forte il richiamo della MotoGP. “Negli ultimi quattro anni il mio unico avversario sono stato me stesso. Non posso partecipare a nessuna competizione, anche se mi divertirei molto“.

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