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MotoGP, la storia: il Gran Premio del Sudafrica, tra Kyalami e Welkom

Uno degli eventi scomparsi nel calendario del Motomondiale è il Gran Premio del Sudafrica. Dieci edizioni in totale, due piste protagoniste. La storia.

16 gennaio 2021 - 19:04

Da anni il Sudafrica non aveva particolari interessi nel Motomondiale, fino al ritorno in auge grazie a Brad Binder. Nel campione Moto3 2016 e best rookie MotoGP 2020 sono riposte tutte le speranze di un paese che un tempo ha avuto vari momenti di gloria. Per alcune stagioni poi è stato anche protagonista grazie al Gran Premio del Sudafrica, un totale di 10 edizioni divise però su due circuiti differenti. Dall’esordio con due categorie al Kyalami fino al 2004 a Welkom, GP famoso soprattutto per lo strepitoso duello MotoGP tra due nostri grandi campioni… Rivediamo la storia di questo evento ormai scomparso dal calendario delle due ruote.

IL CIRCUITO DI KYALAMI 

Per quattro stagioni il Motomondiale ha corso su questo tracciato. Il Circuito di Kyalami è un autodromo situato nella città di Midrand, quartiere elegante di Johannesburg, ed inaugurato nel 1961. Inizia presto ad ospitare svariate gare di moto, il Campionato del Mondo però ci arriverà nel 1983 con 250cc e 500cc, dando vita al primo GP sul suolo africano: ci si corre fino al 1985 su questa versione, prima dell’entrata in vigore delle politiche dell’apartheid.

Un ultimo evento avrà luogo nel 1992. Quest’ultima edizione però si svolgerà su una pista totalmente rivoluzionata rispetto alla versione precedente. Si passa dai 4104 metri della versione precedenza ai 4261 del 1992, ma per farla breve è proprio il layout che è radicalmente differente a quello incontrato in precedenza dai piloti. Lavori che tra l’altro “rallentano” quella che era considerata una delle piste più veloci.

I QUATTRO ANNI MONDIALI 

Come detto, inizialmente sbarcano in terra sudafricana due delle classi del Motomondiale, ovvero 250cc e 500cc. Una novità in questo senso, visto che non c’era mai stato fino a quel momento un GP con solamente due categorie in azione. Nella quarto di litro è dominio francofono viste le prime quattro posizioni al traguardo: vittoria del transalpino Jean-François Baldé (Chevallier-Yamaha) davanti al compagno di box, il belga Didier de Radiguès. In classe regina invece inizia quello che sarà un dominio statunitense su questa pista: sulla ‘vecchia’ versione trionfano nell’ordine Freddie Spencer e due volte Eddie Lawson (nell’84 si tratta per lui della prima vittoria mondiale) seguiti sulla ‘nuova’ versione da John Kocinski.

Tornando alla 250cc, nel 1984 abbiamo a referto un’altra doppietta francese, ovvero Patrick Fernandez vittorioso davanti a Christian Sarron. L’anno successivo ecco la prima vittoria Honda dal 1967 grazie a Freddie Spencer, ma senza i piloti giapponesi: la federazione ne aveva impedito la presenza a causa dell’apartheid. Per finire, nel 1992 sul ‘nuovo’ tracciato ecco arrivare un triplo successo italiano e con Aprilia. Max Biaggi si assicura la prima vittoria in un GP, seguito da Loris Reggiani e Pierfrancesco Chili. In quest’ultimo anno al Kyalami corre anche la 125cc: è la consacrazione mondiale di Alessandro Gramigni, terzo al traguardo ma campione di categoria. La vittoria in gara va a Jorge Martínez, in una top ten divisa tra Honda ed Aprilia.

IL CIRCUITO DI PHAKISA (WELKOM) 

Segue una pausa fino alla fine degli anni ’90, quando si ritorna a competere sul suolo sudafricano. Il tracciato però è un altro: stavolta ci si sposta sul Circuito di Phakisa, più noto semplicemente come Welkom, nome della città nelle cui vicinanze si trova questa pista. La sua inaugurazione ufficiale risale al 1999, stesso anno in cui il Motomondiale avrà nuovamente il suo Gran Premio del Sudafrica. Una pista lunga 4242 metri, che ha ospitato le competizioni del Campionato del Mondo fino al 2004.

1999-2004, I RISULTATI

A differenza di Kyalami, dalla prima all’ultima edizione corrono tutt’e tre le categorie del Motomondiale. Il primo anno è un tripudio tutto tricolore: Gianluigi Scalvini trionfa in 125cc (sottolineiamo, sette italiani in top ten), poi mette il suo sigillo Valentino Rossi in 250cc, infine ecco Max Biaggi vittorioso in 500cc. L’anno successivo ecco il primo successo in classe regina per Garry McCoy, con il francese Arnaud Vincent in trionfo nella ottavo di litro. Podio tutto giapponese invece nella classe intermedia: la vittoria va a Shin’ya Nakano davanti a Daijirō Katō ed a Tōru Ukawa. L’ultimo anno della 500cc si chiude con Valentino Rossi sul gradino più alto del podio, dominio del Sol Levante nelle altre categorie, rispettivamente Daijirō Katō in 250cc e Yōichi Ui in 125cc.

Il primo GP MotoGP andrà a Tōru Ukawa, che mette a referto anche il suo primo successo mondiale davanti a Rossi e Capirossi. Segue il trionfo di Marco Melandri in 250cc (doppietta tricolore con Battaini 2°), sigillo di Manuel Poggiali in 125cc. Nel 2003 vittorie di Sete Gibernau, Manuel Poggiali e Daniel Pedrosa, ma tiene banco soprattutto una squalifica comminata al team WCM. Il motore della sua Yamaha infatti risulta derivato dalla R1 ed è vietato correre con propulsori derivati dalla produzione di serie. Il 2004 infine diventerà particolarmente famoso per il grande duello tra Valentino Rossi e Max Biaggi in MotoGP: una gara che lo stesso Dottore ha sempre definito “il mio capolavoro”. In 250cc vince Dani Pedrosa, primo trionfo mondiale per Andrea Dovizioso in 125cc.

Immagini nel testo: Jiří Žemlička/Will Pittenger
Foto di copertina: motogp.com 

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