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Yamaha può trovare in
Cal Crutchlow la chiave di svolta per l'evoluzione della M1. Probabilmente i frutti del suo lavoro non saranno visibili già a partire dalla prossima stagione MotoGP, quando i motori resteranno congelati. Ma l'obiettivo è trovare quel "plus" che ha rappresentato Dani Pedrosa per KTM. Porta con sé dieci anni di esperienza nel Mondiale e qualche piccolo segreto di Ducati e Honda. D'altronde il britannico è un pilota-operaio, che nei test ha girato sempre più degli altri per provare parti e aggiornamenti.
Trova una buona base di partenza, quel che manca è la costanza, che può arrivare soltanto ricercando grip al posteriore e velocità di punta. Difficile centrare l'obiettivo in pieno fino a quando non si potrà mettere mano al motore. Ma nella MotoGP odierna l'aerodinamica riveste un ruolo importante e in questo settore la casa di Iwata conta di fare molto già dal 2021. Crutchlow sarà in assiduo contatto con i quattro alfieri della Yamaha, con gli ingegneri, con i vertici del team. "E' inutile fare un test e non parlare con loro per quattro mesi. Ci vuole un po' di comunicazione con la fabbrica, con i piloti, magari con i meccanici e il capo ingegnere".
Quello del collaudatore è un lavoro che richiede impegno e umiltà. "Non vado a giudicare, perché non possiamo giudicare quattro piloti diversi... Franco [Morbidelli] ha vinto gare e poi ha fatto gare difficili. Maverick [Vinales] ha avuto brutte partenze a volte, ma ha vinto una gara con merito". L'obiettivo è trovare l'ingrediente che consenta di migliorare anche di un solo decimo. "Proveremo parti e cose, per cercare di migliorare - riporta Motorsport France -. Guadagnare un decimo su un giro, significa in alcune gare guadagnare due o tre secondi".
Il commiato di Cecchinello
Honda ha perso un perno fondamentale nell'evoluzione del suo prototipo. Lo sa bene
Lucio Cecchinello che dovrà fare a meno del pilota che gli ha dato le più grandi soddisfazioni nella storia del suo team. "
È stato un periodo incredibile", ha detto il manager italiano a MotoGP.com. "
Cal è un pilota molto speciale, per me è come un gladiatore... Ha fatto cose fantastiche per noi, conquistando dodici podi, di cui tre vittorie e tre pole position. Grazie a lui abbiamo vinto il titolo di 'Best Independent Team' nel 2016. E abbiamo contribuito con punti decisivi nel 2017/18 per portare il titolo costruttori alla Honda".
Nelle corse,
per dirla alla Dall'Igna, le collaborazioni sono destinate a finire. HRC perde un ottimo collaudatore, un pilota guerriero, una gran dose di brio che non guasta mai. "
Gli auguriamo il meglio per il suo nuovo ruolo in Yamaha - ha concluso
Lucio Cecchinello -.
E ovviamente speriamo di vederlo in pista con più jolly possibili".
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