1 Dicembre 2022

MotoGP troppo al centro di tutto “Cancellare i warm up è sbagliato”

I piloti delle categorie minori contro il nuovo format del GP. Alessandro Zaccone: "Stiamo perdendo il senso delle corse"

zaccone, moto2 motoe

Archiviata (per ora) la Moto2, Alessandro Zaccone ripartirà dalla MotoE con i colori della squadra di Hervé Poncharal (i dettagli). Dopo la prima parte e la seconda parte della nostra intervista, il 23enne pilota romagnolo ci ha detto la sua anche su altri temi. Il cambio di format dei Gran Premi nel 2023, una mossa che sta facendo discutere, o quanto sono considerate le classi minori attualmente rispetto alla MotoGP. Non manca anche un commento sui campioni 2022, più la difficoltà di riuscire a gestire mentalmente le situazioni più complesse. Ecco cosa ci ha raccontato Zaccone, di seguito l’ultima parte della nostra intervista.

L’anno prossimo cambia il format dei GP. Basandoti sul tuo anno di esperienza in Moto2, cosa ne pensi?

Secondo me è sbagliato. Si sta andando in una direzione in cui si punta tutto solo sulla MotoGP e non è giusto per i team, per i ragazzi che devono crescere. Non fare un warm up alla mattina è una cosa sbagliata. Metti che il sabato in qualifica cadi e distruggi la moto, poi devi partire domenica in gara con una moto che non hai mai provato. Secondo me non è una bella cosa, anche perché la Moto2 è una categoria complicata, idem le gomme, e la mattina verificare che sia tutto a posto è importantissimo. Sembra però che di questo importi poco… Si punta più allo spettacolo della MotoGP che non alla vera sportività del campionato.

Nel tuo caso, quanto ti era utile un turno come il warm up? Contando poi che eri un esordiente.

È fondamentale per capire tante cose, a volte anche il tuo fisico se hai qualcosa che non va, ma anche per scaldarti, per tanti aspetti. Già quest’anno avevano ridotto il warm up a 10 minuti ed era troppo poco, fai quattro giri! Neanche il tempo di prendere il ritmo, di scaldarti… Ma toglierlo del tutto, non so, non capisco perché i team non si siano imposti su questo punto. Secondo me è fondamentale, c’è sempre qualcosa da perfezionare, da mettere a posto, anche per la sicurezza. Invece sembra che si guardi solo allo spettacolo ed a coinvolgimento del pubblico. Peccato perché si sta perdendo quello per cui si corre.

L’impressione è anche che le categorie minori ormai contano poco. Una bella differenza rispetto alle classi ‘storiche’.

Sì, esatto. Non dico che stiano svanendo, ma sono considerate veramente poco rispetto alla MotoGP e vengono anche pubblicizzate poco. Una volta era diverso: se uno vinceva un Mondiale in 125cc o 250cc era molto più valorizzato rispetto ad un campione in Moto3 o Moto2. Rimaneva un campione del mondo, lo conoscevano dappertutto! Non è una cosa banale, ci riesce uno tra non so quanti piloti! Adesso invece vincere un Mondiale nelle classi minori è quasi considerata una cosa ‘normale’, se ne sta perdendo il valore.

Secondo te come mai?

Purtroppo quello che porta soldi, alla fine quello attorno a cui ruota il circus, è fondamentalmente la MotoGP. Si sta andando in una direzione in cui si punta solamente sulla pubblicità, ciò che interessa di più e porta più benefici. Secondo me è solo quello. Adesso si fa fatica a trovare personaggi in Moto3 e Moto2, ci sono solo personaggi in MotoGP.

Un tuo commento personale: ti aspettavi icampioni del mondo di quest’anno o puntavi su qualcun altro?

Sinceramente me li aspettavo, tranne la MotoGP, sulla quale avevo qualche dubbio in più a metà campionato. Mi aspettavo un maggior vantaggio da Pecco [Bagnaia], che invece nella prima parte di stagione ha avuto un po’ di problemi. Sulla carta lui e la Ducati sono l’accoppiata moto-pilota più performante e con margine. In Moto3 Guevara l’anno scorso aveva già fatto vedere che era fortissimo, forse con un po’ di dubbio su García, che fino a metà campionato è stato l’avversario. Poi da metà stagione Guevara ha fatto uno step enorme e non ce n’era proprio per nessuno.

E in Moto2? Ti aspettavi poi questo crollo improvviso di Vietti?

Mi aspettavo Augusto [Fernandez]: è sempre stato un pilota veloce ed intelligente, con Ajo è riuscito a fare la differenza. Hanno lavorato bene, sono stati sempre costanti, hanno fatto pochi errori. Riguardo Vietti… Anche lì bisogna vedere cos’è successo. Mi fa strano che sia stato velocissimo nella prima parte di stagione, poi un crollo così nella seconda metà. Da fuori è difficile dire, anche perché è una cosa che ho vissuto in prima persona quest’anno. Qualcosa non ha funzionato, poi è un attimo perdere la bolla ed è ben più difficile ritrovarla. Non credo sia stato qualcosa derivato direttamente da lui, ci sarà stato anche altro.

Non è stato un anno semplice per te. Come si gestisce dal punto di vista mentale? Come hai detto, è un attimo perdersi…

È difficile. Ma è un mondo difficile, in cui a volte devi pensare a come non fare la mossa sbagliata. Qualsiasi cosa fai, qualsiasi parola dici, spesso e volentieri ti viene usata contro. Diciamo che psicologicamente ti ammazza: magari vedi che le cose non stanno funzionando, ma ti senti impotente perché non puoi fare niente. Immagino sia stato anche il caso di Vietti: era davanti, si stava giocando il campionato nella prima parte di stagione. A volte dentro di te senti anche che quella può essere la tua unica occasione, ma quando vedi che le cose iniziano ad andare male… Un po’ tutti noi piloti ci alleniamo per cercare di stare tranquilli, per gestirci, ognuno col suo metodo. Quando però succedono queste cose non è facile, molto dipende anche dalle persone che hai attorno, ma varia da pilota a pilota.

Per quanto riguarda te personalmente, come l’hai gestita?

Sono un pilota molto autocritico, non sono di quelli che fanno casini al box. Cerco sempre di trattenermi, di far andare le cose, però quando vedi che le cose non funzionano, che non si trova la quadra… Oltre alle persone poi che si comportano in maniera diversa rispetto a te, che cerchi di far andare le cose, mentre loro cercano quasi di scaricarti addosso le colpe. Essendo un pilota rookie, è molto facile. Dopo diventa più difficile mantenere la calma, le cose non vanno, ti innervosisci ed inizia ad essere tosta. Da metà stagione fino alla fine ho perso la bolla: sono riuscito a mantenere la calma, ma dentro di me non ero mai tranquillo. Ma non mi piace tanto parlarne, ci sono altri piloti della stessa squadra che hanno detto cose molto più pesanti. Non sono contento di come sono andate le cose, ma non voglio dire nient’altro, preferisco rimanere in buoni rapporti con tutti.

Solo MotoE nel 2023 o c’è qualche occasione anche in altri campionati?

Ho solo la MotoE e voglio concentrarmi al 100% su quella. Ovviamente se poi ci fosse l’opportunità di fare anche qualcos’altro lo valuterei. L’obiettivo principale sarebbe magari qualche wild card, qualche sostituzione in Moto2, chiaramente nelle gare non concomitanti. Attualmente però non ho cercato altri campionati anche perché non ho budget a disposizione, quindi diventa difficile. Ad esempio nelle derivate di serie nei campionati minori, in cui le squadre magari non hanno sponsor, il contributo del pilota è obbligatorio. Per il momento però il mio campionato ce l’ho, poi vedremo cosa verrà fuori.

Foto: Facebook-Alessandro Zaccone

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