Liberty Media, nel business plan per il prossimo lustro inerente la MotoGP, nero su bianco ha riportato la ferma volontà di fare dei piloti dei personaggi "larger than life". Raccontare le loro storie, dentro e fuori la pista, come si è potuto evincere da una serie di documentari dedicati (Marc Marquez, ma anche Jorge Martin) diffusi nell'ultimo periodo.
Toprak Razgatlioglu in materia è perfetto. Piace tantissimo per come guida, copre mercati importanti, nel privato ha tanto da dire.
Buca lo schermo su tutta la linea e sembra saper far tutto. Ecco perché il tre volte Campione del Mondo Superbike ha già conquistato la MotoGP sotto l'aspetto mediatico, in attesa del responso del cronometro.
TOPRAK IMPAZZA IN MOTOGP
Un'attesa del genere per un rookie in MotoGP non si riscontrava dal debutto di Marc Marquez del 2013. Il motociclista turco è conosciuto da tutti, anche da qui abitualmente non segue la Superbike. Piace ai motociclisti, agli appassionati e al nuovo pubblico "social". I suoi stoppie, le sue acrobazie, le sue espressioni generano visuals sui social. Non è un caso che Yamaha lo ha già mandato a Jakarta per una serie di eventi promozionali e, per prima cosa, gli ha dato una R25: prendila e fai ciò che vuoi. Acrobazione da stuntbiker di vario genere e tipo, con foto e video che hanno fatto il giro del mondo.
MERCATO IMPORTANTISSIMO
Razgatlioglu copre commercialmente tutta l'area di religione musulmana, trasversalmente dalla Turchia alla Germania. Basta scorgere anche solo quanti suoi connazionali hanno seguito in diretta streaming la presentazione Prima Pramac Yamaha: il turco era la lingua madre. Un pubblico numeroso, caloroso, a tratti chiassoso, ma importantissimo nei piani futuri di Liberty Media.
ADESSO PARLA LA PISTA
Di fatto ci sono due soli "problemi" per
Toprak Razgatlioglu. Il suo cognome, impronunciabile ai più, tanto che Dorna ha pensato bene pronti-via di pubblicare un video "didattico" con il diretto interessato che spiega come pronunciare correttamente "Raz-ga-tlio-glu" (anche se, in turco, si dovrebbe enunciare diversamente, ma gli va bene lo stesso). Più importante, il seguito mediatico deve avere una corrispondenza con i risultati in pista. Perché un conto è un Toprak competitivo, un conto un Toprak diciottesimo. Lui stesso, ragazzo intelligente e con la testa sulle spalle come pochi, ha subito gettato acqua sul fuoco rimandando il tutto al 2027. Sperando che nell'attesa di veder emergere un talento speciale, non ci sia chi, da un punto di vista mediatico, non finisca per bruciarlo in un 2026 dove, comprensibilmente, le difficoltà non saranno poche.
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