Mattone amato mattone. Passano gli anni e gli investimento immobiliari sono sempre in pole position tra i piloti di moto, sia tra quel di
MotoGP che tra i piloti di Superbike.
Generalmente i piloti di moto non sono laureati ma lo sport, si sa, è un'ottima scuola di vita. Se un ragazzo riesce ad arrivare all'apice in uno sport così complesso, significa che è tutt'altro che sprovveduto. Il mito dei piloti che appena vedevano due lire se le spendevano tutte in donne e lusso è tramontato da tempo. Chiaramente i ragazzi ingenui che si lasciano abbindolare da manager senza scrupoli sono ancora presenti. Ci sono anche piloti esperti che possono incappare in scivoloni accidentali tipo quello di
Jorge Lorenzo con la ruota panoramica ma di solito sono piuttosto bravi negli affari.
Veloci ed intelligenti
I piloti sentono parlare di sponsor e contratti fin da ragazzini, dai campionati nazionali, e volenti o nolenti crescono nel mondo del business. I profitti generalmente arrivano oltre che dagli ingaggi pure dagli sponsor personali, dagli eventi e dal self branding cioè è il processo strategico di gestione della propria immagine professionale, trattando sé stessi come un vero e proprio "marchio". Da ciò scaturiscono gli introiti per la vendita del merchandising che in certi casi possono essere notevoli.
Valentino Rossi nel 2005 aveva ha ricevuto una laurea magistrale ad honorem in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni dall'Università di Urbino "Carlo Bo" ed a livello di comunicazione (e non solo) Vale è sempre stato un fenomeno. Con le dovute proporzioni però anche altri piloti sono abili in questo settore. Pensiamo ad esempio ad
Enea Bastianini testimonial del brand Terranova che aveva perfino creato una collezione ispirata al suo cane. È raro che un pilota del ventunesimo secolo non abbia capacità in ambito pubblicitario ed imprenditoriale e rimanga poi al verde per investimenti sbagliati.
Chiaramente non si può generalizzare e bisogna distinguere tra i piloti che hanno patrimoni notevolissimi quali Marc Marquez e quelli di Superbike che devono fare i conti con cifre molto più basse.
Come investono i piloti?
La maggior parte dei piloti, come accennato, investe in proprietà immobiliari nel paese d'origine, in quello di residenza o in quelli fiscalmente più interessanti tipo Lugano, Andorra, San Marino e fino a ieri Dubai. A volte puntano su immobili di lusso che poi possono affittare o rivendere, su attività imprenditoriali che fanno gestire a terzi o anche su normali appartamenti da mettere a reddito con gli affitti. Pur avendo una buona disponibilità economica i piloti stanno ben attenti a non scialacquare il loro denaro. C'è chi s'innamora di una villa e la compra senza badare troppo al prezzo ma di solito non è così, stanno ben attenti e se devono lanciarsi in una trattativa serrata tipo un corpo a corpo in curva non si tirano indietro.
Molti piloti si affidano a team di esperti per investimenti finanziari classici in fondi d'investimento, azioni, ETF (Exchange-Traded Funds): l'obbiettivo è diversificare, proteggere il capitale e farlo crescere nel tempo.
I piloti investono spesso poi in auto sportive sia per passione sia come come asset in quanto mantengono o talvolta aumentano di valore di mercato. Stesso discorso vale per orologi ed altri beni di lusso. Alcuni si avventurano in start-up in ambito tecnologico o investono nel motorsport mettendo a frutto l'enorme bagaglio di esperienza accumulata nel corso degli anni, ma questo avviene generalmente in un secondo tempo.
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