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Il 13° posto in Styria lascia ancora dell'amaro in bocca a
Valentino Rossi, intenzionato a chiudere la sua carriera in MotoGP con un buon ricordo. In vista del prossimo week-end, insieme a David Munoz e Matteo Flamigni e il gruppo tecnico, sta lavorando sull'elettronica del launch control per migliorare la partenza, a seguito dell'aggiunta del dispositivo holeshot anteriore. Nell'ultima gara è scivolato dal 17° al 19° posto prima di recuperare qualche posizione nel corso del Gran Premio. Ma si va alla ricerca di una inversione di tendenza.
Su una pista dove accelerazione e top speed sono fattori imprescindibili, la Yamaha M1 deve giocare in difesa. Ma adesso la priorità è l'elettronica: "Nelle ultime gare abbiamo introdotto il dispositivo di avviamento anche all'anteriore, abbiamo dovuto modificare l'elettronica e questo è un problema. Di solito partivo meglio prima di questa modifica. Quindi per questa gara abbiamo lavorato e siamo migliorati, ma non siamo ancora al 100%".
Obiettivo qualifiche e poi l'addio
L'altra pecca che
Valentino Rossi si trascina da anni è la qualifica. Partire nel gruppone posteriore costringe alla bagarre con gli altri nei primi giri, dove tutto può accadere e perdere posizioni è pane quotidiano. "
Nel primo giro sicuramente tutti sono molto, molto aggressivi. E quando sei nel gruppo con tutte le altre moto che sono più veloci in rettilineo, è difficile non perdere nessuna posizione, perché provi a frenare forte ma comunque hai già l'altro ragazzo al tuo fianco. Per questo per noi non è facile adesso al primo giro”.
All'indomani del primo appuntamento austriaco
Valentino Rossi è ritornato a Tavullia ad allenarsi, da oggi sarà ai box per studiare come perfezionare la YZR-M1 sui dati di alcuni giorni fa. L'obiettivo è centrare la seconda top-10 stagionale, un po' poco per un nove volte campione del mondo. Da qui
la scelta di dire addio alla MotoGP annunciata alla vigilia del GP di Styria in pompa magna. Ultimi tre mesi nel paddock in veste da pilota, poi la mente sarà orientata alle corse automobilistiche. A casa si allena con un simulatore di ultimissima generazione e quel che sembra certo è che ci metterà il cuore anche nella prossima avventura professionale.
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