MotoGP: Nicolò Bulega si merita la top class a dispetto di passaporto e geopolitica

MotoGP
lunedì, 18 maggio 2026 alle 19:00
Nicolò Bulega, 26 anni, l'anno prossimo salirà in MotoGP
Ci sono momenti nello sport in cui il talento smette di essere un elemento astratto, intrinseco e nascosto. Ad un certo punto sboccia, concretizzandosi in qualcosa di visibile e dirompente. Quel momento, per Nicolò Bulega, è iniziato due anni fa, ma è adesso che vive la massima espressione.
Il pilota del team Aruba.it Racing - Ducati sta ridefinendo i confini del dominio nelle derivate di serie. Sta letteralmente facendo la storia in Superbike: record di vittorie consecutive, pilota italiano con il maggior numero di gare vinte. Il tutto in neanche due stagioni e mezzo.

Bulega è pronto!

Il legame con la massima serie del motomondiale, d'altronde, è già ben avviato. Ducati lo ha blindato come tester di lusso per lo sviluppo dei prototipi, e le due apparizioni in sella alla Rossa ufficiale – quando è stato chiamato a sostituire Marc Márquez a fine 2025 – hanno lasciato buone sensazioni. Nei test di Jerez, l'ottobre scorso, il progressivo adattamento alle reazioni rigide della MotoGP è stato certificato dai costanti abbattimenti dei tempi sul giro. Non era scontato fermare il cronometro sotto l'1'38, due decimi sotto Pol Espargaró, con pochissimi chilometri alle spalle. La MotoGP moderna richiede una sensibilità estrema nella gestione delle gomme e dell'aerodinamica, doti che Bulega ha dimostrato di avere. La transizione dalle derivate di serie ai prototipi impone uno stile di frenata e impostazione della curva meno istintivo e aggressivo. Cosa che sta pagando l'altro fenomeno della SBK che ha fatto il grande salto, Toprak Razgatlıoğlu. Bulega, con la sua pulizia ed efficacia in percorrenza, è il pilota più da MotoGP tra quelli della Superbike.

Le strategie geopolitiche  

Il mercato per la prossima stagione si è già preannunciato, come sempre, un domino complesso. Per Bulega, salvo ribaltoni, si prospetta un’altra esperienza in Ducati. Rossi ha di recente dichiarato di voler un italiano per il suo team (contro i due attuali), indicandolo tra i papabili insieme a Vietti e Marini. Si era parlato anche di un possibile approdo in Aprilia, sponda Trackhouse, qualora Borgo Panigale avesse perseverato nella titubanza. Ma con l’ormai certo passaggio di Di Giannantonio in KTM, il duo di casa VR46 è ormai bello che definito. E Nicolò sarà in MotoGP nonostante Liberty Media spinga per internazionalizzare il campionato a tutti i costi, riducendo il numero di piloti italiani e spagnoli in griglia.
Una strategia politica che ha motivazioni commerciali, ovviamente: per conquistare nuovi mercati in Asia, Nord America e Nord Europa, il management preferisce imporre una (anacronistica) diversificazione del passaporto, anteponendo le quote geografiche ai valori tecnici. Con l’effetto di sacrificare questi ultimi sull'altare dell'audience globale. Un altro pilota proveniente dalla nazione della Motor Valley sarebbe davvero così deleterio? Sicuramente non se sei Nicolò Bulega.
Nicoló ha dimostrato in pista e davanti i microfoni di aver completato il suo percorso di crescita. Ha velocità, testa e numeri dalla sua. Gli manca forse solo un pizzico di sana sfacciataggine, quel quid mediatico che tanto piace a Liberty Media. Avrà modo di lavorarci all’interno del grande circo della MotoGP.
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