Avrebbe preferito guadagnare punti diversamente, ma
Jorge Martin a Montmelò ha sfruttato bene l'assenza per infortunio di Pecco Bagnaia in gara per ridurre lo svantaggio in classifica.
Contro delle Aprilia imbattibili ha conquistato un prezioso terzo posto che gli ha permesso di portarsi a -50 dal leader. La corsa al titolo MotoGP è aperta, mancando nove gran premi al termine del campionato.
MotoGP, Martin crede nel titolo
Sconfiggere Bagnaia e diventare campione con un team satellite non è semplice, però Martin ha fiducia nei suoi mezzi. In un'intervista a La Vanguardia ha spiegato come si può battere uno come Pecco: "Senza commettere errori. Anche io ho una grande regolarità, da Jerez ho concluso ogni gara. Mi è mancato qualche risultato migliore, a causa di errori in qualifica o di sfortuna in partenza che non mi hanno permesso di lottare per vincere. Ma ho sempre avuto ritmo e velocità".
Al pilota del team Pramac Racing è stato chiesto se pensa che Ducati gli consentirà di battagliare senza problemi con Bagnaia nel caso in cui arrivassero alla fine con la chance di vincere il titolo: "Lo scopriremo solo il giorno in cui arriveremo entrambi con delle possibilità - ha risposto - giocandoci tutto in una o due gare. Ho fiducia sul fatto che ci sia uguaglianza di trattamento e che Ducati, che ha investito su di me, mi conceda le sue stesse opzioni per lottare".
L'approccio Ducati e la voglia di team ufficiale
Jorge racconta che rispetto al 2022 la situazione è un po' cambiata, visto che l'anno scorso Ducati puntava molto su Bagnaia per il titolo: "C'era un freno. Ci dicevano che dovevamo stare attenti e che non potevamo superarlo. Fin da inizio stagione siamo stati molto attenti con lui e questo ci condizionava le gare. Quest'anno no e, anche se Ducati mi dicesse qualcosa, non ascolterei. L'anno scorso hanno cercato di aiutarlo, soprattutto bisognava essere attenti nei sorpassi".
Il pilota madrileno rimarrà nel team Pramac nel 2024, però spera di passare a quello factory Ducati nel 2025: "Il mio obiettivo è passare al più presto sulla Ducati ufficiale. Sto ottenendo risultati che parlano da soli, spero che Ducati apprezzi".
Martin e le rivalità in MotoGP
Oggi in MotoGP non ci sono rivalità troppo accese o comunque niente di paragonabile a quanto si è visto in passato, ad esempio tra Valentino Rossi e piloti come Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Ma Martin non rimpiange quei tempi: "Non è che manchi, ma richiama più attenzione una rivalità tossica e con più cattiveria e odio rispetto a una rivalità più sana. Adesso c'è più rispetto e buon rapporto, ci giochiamo la vita ogni weekend e non abbiamo la necessità di odiarci".
Sicuramente a Dorna e ai media non dispiacerebbe qualche contrasto in più tra i protagonisti, che spesso anche nelle interviste cercano di dosare le parole e di non alimentare troppe polemiche. Quasi ogni fuoco viene presto spento.
Foto: Pramac Racing