MotoGP, la storia: Misano 1989, lo sciopero dei campioni e gli eroi inattesi

MotoGP
lunedì, 15 giugno 2026 alle 19:15
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In passato non sono mancati scioperi anche dei big del Motomondiale se qualcosa non andava: il racconto di un GP in particolare.
Gare annullate per problemi con l'organizzazione, o il circuito, o mancanza di sicurezza... O piloti che boicottano le corse. Se i primi casi si sono verificati sia nella recente MotoGP che molti anni fa, non si può dire lo stesso dell'ultima situazione. S'è parlato anche di recente di costituire un sindacato, un'associazione, chiedendo una maggiore unità tra piloti, ma la verità è che, spesso e volentieri, nemmeno in passato i dissidi o gli scioperi hanno portato a cancellazioni vere e proprie di un GP. È capitato in più occasioni che molti nomi di peso rimanessero ai box, mentre altri piloti fossero disposti a correre in qualunque situazione e non sono mancati quindi emeriti sconosciuti sui podi mondiali. Facciamo un tuffo nel passato, tornando al 14 maggio 1989, a Misano Adriatico.

Pronti per una grande sfida, prima di... 

Come ricordano i colleghi di Paddock-GP, era stato appena posato un nuovo manto stradale sul circuito di Santa Monica, l'attuale pista intitolata Marco Simoncelli, ma presentava alcune imperfezioni: non drenava correttamente l'acqua piovana e poteva rivelarsi molto pericoloso in quelle condizioni. I tifosi italiani erano pronti ad assistere per una grande sfida: Wayne Rainey, Eddie Lawson e Kevin Schwantz erano infatti testa a testa nella classifica del campionato.
La tensione era palpabile fin dalle qualifiche: Schwantz ebbe la meglio, ma in seguito lo sguardo dell'americano (e non solo) si spostò spostato sulle minacciose nuvole grigie nel cielo. Nonostante questo, prese il via una gara dichiarata asciutta. Schwantz parte a razzo, venendo subito superato da Pierfrancesco Chili sulla sua Honda Gallina. Ma quel che doveva succedere, successe. Madre Natura cominciò a scaricare acqua, costringendo Kevin Schwantz, in testa, ad alzare la mano per fermare la gara.

Tracciato pericoloso, è sciopero... Ma solo di alcuni 

La logica conseguenza era una ripartenza in condizioni di pista bagnata, ma il tracciato secondo alcuni piloti era diventato troppo scivoloso. Così alcuni iniziarono ad alzare la voce, accendendo una discussione con gli organizzatori. Un muro contro muro: da una parte si chiedeva almeno una sessione di prove libere per testare le condizioni dell'asfalto e acquisire così una certa sicurezza, dall'altra il categorico rifiuto, con pretesa di una ripartenza immediata.
Dopo questa discussione, i piloti optarono per una scelta drastica: boicottare la gara. In teoria, quando nomi del calibro di Lawson, Schwantz, Rainey o Doohan si rifiutano di correre, nessun altro partecipa. Questo sciopero quindi avrebbe potuto benissimo portare alla cancellazione del Gran Premio di Misano. Se non fosse che Chili, che stava lottando per le prime posizioni, voleva assolutamente correre!

Parodia di un Gran Premio

Solo "Franky" Chili ripartì e non ebbe rivali, trionfando con 30 secondi di vantaggio: un'unica vittoria 500cc piuttosto controversa. Sul podio venne affiancato da Simon Buckmaster, un britannico che nei 35 GP precedenti non aveva mai fatto meglio di un 12° posto. Un'impresa memorabile per un pilota sfortunato nella sua carriera: qualche anno dopo, in un terribile incidente al Bol d'Or del 1993, dovette subire l'amputazione di una gamba. Non è però sparito dalle corse: da anni è il capo del team Factory Triumph nel Mondiale Supersport. Che ironia del caso, domenica 14 giugno 2026 sullo stesso circuito di Misano, ha colto il secondo posto in gara 2 con il britannico Tom Booth-Amos.
Sul terzo gradino del podio infine, salì in un altro privatissimo di quell'epoca: sconosciuto: il tedesco Michael Rudroff, che proprio in quella occasione avrebbe festeggiato l'unico podio in carriera nella top class del motociclismo. Ma la sorpresa più grande arrivò subito dietro: la leggendaria Fior, una 500 artigianale avveniristica, guidata Marco Gentile, seppure stancata di a 1 minuto e 32 secondi dal vincitore. Un giusto riconoscimento per il design unico della Fior e per il pilota svizzero, campione europeo 500cc 1984, che morirà nel novembre di quell'anno a Nogaro, mentre stava provando un kart.
La ripartenza vide in griglia 12 piloti, solamente due ritirati. Quindi, più che un motivo tecnico come la pista dichiarata troppo scivolosa, si trattò piuttosto di un una prova di forza dei big della 500 GP contro la FIM e la sua gestione.
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