Marc Marquez si gioca il primo match point mondiale a Motegi, dopo la vittoria riportata nel GP di San Marino. Quello di Misano non è stato un weekend facile per il leader del Mondiale MotoGP. Non tanto per la caduta riportata nella Sprint, ma per l'ambiente ostile che ogni anno ritrova in Italia, dopo i fatti di Sepang 2015. A raccontare cosa vive lo spagnolo nel weekend adriatico è l'ex consulente della LCR Honda, Oscar Haro.
Dieci anni di ostilità...
Sembra improbabile che
Marc Marquez conquisterà mai l'affetto di tutto pubblico italiano, nonostante sia in sella ad una Ducati. In tanti non gli hanno mai perdonato quanto successo con Valentino Rossi, che per molti resta un'icona intramontabile. Anche l'ultimo GP di Misano ha ribadito che il #93 resta uno dei piloti meno amati nel Bel Paese, pur continuando a vincere e dimostrare la sua superiorità. Fino a quando Vale e Marc non faranno pubblicamente pace, l'astio non terminerà.
L'ultimo capitolo di una triste vicenda si è avuta nella MotoGP Sprint di San Marino, quanto un'esplosione di giubilo si è alzata dalle tribune subito dopo l'incidente. Tanti tifosi non hanno mai dimenticato quanto avvenuto nel 2015 tra le due stelle del motociclismo. Ogni visita di Marquez in Italia, che sia al Mugello o a Misano, è una dura prova psicologica per il pluricampione di Cervera, costretto a limitare le passeggiate nel paddock e il contatto con alcuni fan, a causa di insulti, sguardi ostili e fischi. E questo lo sa bene chi ha trascorso molto tempo al suo fianco, Oscar Haro, fino a poco tempo fa direttore sportivo del team LCR Honda.
Minacce e insulti per Marc
In una recente apparizione al Nico Abad Revival, Haro ricorda le visite di Marc a Misano quando ancora indossava i colori HRC. "Nel paddock di Misano, quando passi tra la folla con il tuo scooter, ti prendono in giro. La gente nel paddock gli diceva 'Marc vaff… Questo lo faceva davvero infuriare, perché è una pressione a cui è sottoposto dal momento in cui esce dal suo motorhome fino a quando arriva ai box". In particolare, Misano è un ambiente ancora più ostile, data la vicinanza con Tavullia. "Quasi tutte le persone che vanno al circuito sono vecchi tifosi di Valentino. Quello che non ha senso è che tirino avanti la storia di Valentino per dieci anni".
Marc Marquez non ha mai replicato alle provocazioni, ha sempre e solo risposto in pista con ciò che sa fare meglio: vincere. Anche quando la tensione era alle stelle, negli anni passati, dove si è raggiunto il culmine... "
Alcuni ragazzi dall'Italia sono andati a casa sua e gli hanno messo un cadavere alla porta, lui e la sua famiglia hanno ricevuto minacce di morte… Ma ciò che lo mette davvero sotto pressione è camminare per il paddock della MotoGP e sentirsi insultare", ha concluso Oscar Haro. Nel prossimo round in campionato, il fuoriclasse di Cervera potrebbe diventare nove volte campione del mondo,
pareggiando i conti con Valentino Rossi.
Foto Ducati Corse