Il mercato piloti della MotoGP sembrava destinato a concludersi poco prima o dopo il GP della Thailandia. Nonostante molte trattative siano già stabilite a tavolino, mancano gli annunci ufficiali. Il motivo è di natura "diplomatica": l'ingresso di
Liberty Media si sta rivelando più difficile del previsto.
Gli accordi già fatti
Il rinnovo di Marc Marquez con Ducati, l'ingaggio di Pedro Acosta da parte di Borgo Panigale,
il passaggio di Pecco Bagnaia in Aprilia, di Fabio Quartararo in Honda, Jorge Martin in Yamaha, Alex Marquez in KTM. I big sono già piazzati per la prossima stagione MotoGP, ma finora nessun marchio ha ufficializzato i nuovi contratti (ad eccezione di Noale che ha riconfermato Bezzecchi). Come risaputo da settimane, tra Liberty Media e l'associazione dei costruttori (MSMA) è in atto un lungo tira e molla.
L'ingresso di Liberty Media
La MSMA chiede più soldi per i team, visto che il cambio di proprietà dovrebbe portare maggiori risorse economiche al campionato MotoGP. Ci sarebbe già un accordo con i sei team satellite gestiti da Irta, ma i costruttori non hanno ancora firmato nulla. Chiedono un ruolo più rilevante nelle decisioni strategiche e condizioni finanziarie più vantaggiose. Non si tratta solo di una questione sportiva, ma anche commerciale. La MotoGP sta entrando in una nuova dimensione, più vicina all'intrattenimento globale, i produttori vogliono assicurarsi un ruolo centrale in questo ecosistema.
Di fronte a questa pressione, Liberty Media ha optato per una strategia conservativa, senza affrettare il suo ingresso, così da prendere tempo prima di annunciare decisioni importanti. Il risultato è una situazione di stallo, in cui nessuna delle due parti compie una mossa decisiva. Un braccio di ferro che arriva in un momento delicato per la MotoGP, con l'imminente ingresso in una nuova era tecnica.
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