Franco Morbidelli sta vivendo un momento di incertezza nella sua carriera in MotoGP. Per il pilota italo-brasiliano potrebbe essere l'ultimo anno in classe regina, per passare in Superbike dal 2027. Non ci sono ancora notizie ufficiali, ma l'allievo della VR46 Academy sembra destinato a chiudere un capitolo professionale per aprirne uno nuovo.
Ultima stagione in MotoGP?
Franky sta correndo la sua nona stagione in MotoGP. L'esordio nel 2018 con la Honda del team Marc VDS Racing, dove riesce a raccogliere soltanto una top-10. Poi il passaggio alla Yamaha del team Petronas e il titolo mondiale sfiorato nel 2020, alle spalle di Joan Mir. Seguono anni difficili in cui la vittoria resta un miraggio, anche con il passaggio alla Ducati dei team satellite Pramac prima e VR46 poi. I risultati continuano a latitare e la squadra di Tavullia, che deve fare i conti con sponsor e richieste dall'alto, potrebbe metterlo a margine del suo progetto in Top Class al termine di questo Mondiale.
Ai microfoni del canale ufficiale MotoGP.com, Franco Morbidelli ricorda come il motociclismo abbia fatto parte della sua vita fin dall'infanzia. "La MotoGP era il mio sogno fin da bambino. Mio padre era un meccanico e sono cresciuto nella sua officina; era un grande appassionato di moto, quindi ho iniziato a praticare questo sport fin da giovanissimo. Ora la MotoGP è il mio sport, è il mio lavoro, è praticamente la mia vita".
L'incontro con Valentino Rossi
Già dalla tenera età è sotto l'egida di
Valentino Rossi, Franco è uno dei primi allievi a far parte della sua Academy. "
La MotoGP è molto popolare in Italia. Molte leggende di questo sport sono italiane: Giacomo Agostini, Franco Uncini, Valentino Rossi. Ho conosciuto Valentino quando avevo circa 11 anni". Entra nella cerchia ristretta del Dottore, si trasferisce da Roma a Pesaro per concentrarsi sugli allenamenti e migliorare il suo potenziale. "
Dopo aver vissuto lì per un po', ho iniziato ad allenarmi con Vale nel suo Ranch. È stata una vera benedizione per me, l'accademia è nata nel 2013. Ha iniziato ad aiutare me e altri giovani piloti che, a suo parere, meritavano supporto".
Titolo sfiorato e momenti difficili
La prima vittoria di Morbidelli in MotoGP, nel GP di Misano 2020, rappresenta uno dei giorni più toccanti della sua vita. Un'emozione difficile da spiegare a parole. "La sensazione di vincere è, senza dubbio, travolgente quando si taglia il traguardo. È difficile da spiegare, ma posso assicurarvi che è una sensazione così potente che è difficile riviverla nella vita di tutti i giorni".
Ma la vita di uno sportivo è fatta anche di momenti difficili e dolori, soprattutto quando i risultati non arrivano. "È un periodo in cui soffro molto per le sensazioni in sella, per le prestazioni e per tante altre cose. Dato che questo sport significa così tanto per me, soffro. Soffro davvero". L'impatto psicologico condiziona a sua volta le prestazioni in pista. "Quando si è in difficoltà e le cose non vanno come previsto, si hanno dei dubbi. Si hanno dubbi su molte cose, soprattutto su se stessi."
Il recente podio conquistato nella MotoGP Sprint a Jerez non basta a cambiare il suo destino. Eppure è un bagliore di speranza... "Voglio dedicare questo risultato a chi soffre, a chi pensa di non avere alcuna possibilità, a chi crede di essere peggiore degli altri. Il mio pensiero va a loro". Infine, una riflessione sull'importanza di apprezzare ogni momento della vita: "Dobbiamo essere grati perché ognuno ha qualcuno a cui essere grato. Questo aiuta a superare i momenti difficili. I momenti belli sono belli - ha concluso Franco Morbidelli - ed è importante ricordarsi di goderseli quando ci sono."
Se ti piacciono i contenuti della nostra testata giornalistica puoi selezionarla come fonte preferita
cliccando QUI