Ducati impegnata su un doppio fronte in MotoGP. Da una parte deve continuare a sviluppare la Desmosedici GP26, soprattutto alla luce dei progressi Aprilia evidenziati nel GP della Thailandia. Dall'altra è al lavoro sulla prossima moto 850cc che dovrà adeguarsi ai regolamenti in auge dal 2027.
Il test privato di Jerez
Nei giorni scorsi la Casa di Borgo Panigale ha impegnato il collaudatore
Michele Pirro a Jerez, per proseguire l'evoluzione della Rossa 2027. Sarà una Ducati molto diversa da quella attuale, non solo per il cambio di fornitore pneumatici, ma soprattutto per il quasi azzeramento dell'aerodinamica e la riduzione della cilindrata. Certo, le modifiche riguarderanno tutti i costruttori della classe MotoGP, ma la Rossa negli ultimi anni ha fatto dei sistemi holeshot uno dei suoi cavalli di battaglia. Nei tre giorni di test privati a Jerez, l'attenzione è andata soprattutto al futuro, mentre Aprilia, KTM e Yamaha hanno puntato più sul presente.
Ducati in pre-allerta
I numeri e i risultati ottenuti in Thailandia hanno messo la Ducati al centro dell'attenzione. Aprilia si è aggiudicata la prima vittoria stagionale e risuona come un campanello d'allarme. "Nello sport ci sono dei cicli; sarebbe anormale dominare per anni e anni", ha ricordato Michele Pirro ad 'AS'. Tuttavia il marchio emiliano continua ad essere favorito anche per questa stagione MotoGP appena iniziata. Tutto sommato a Buriram non c'è stata una sconfitta netta delle Desmosedici. "Se non fosse stato per la sfortuna (foratura, ndr), Marquez sarebbe salito sul podio".
Un po' la carcassa Michelin adottata per il GP della Thailandia, un po' la morfologia del circuito, un po' la cattiva sorte hanno messo in difficoltà la Ducati nel primo round del Motomondiale. Sicuramente non sarà un campionato che Marc Marquez potrà vincere nuovamente con cinque gare d'anticipo. Sarà una sfida "che si combatterà fino all'ultima gara".
Ducati non molla
La GP26 non ha nulla da invidiare alle rivali, nonostante il gap ridotto. "Non ci piace l'idea che la Ducati sia finita o condannata; non ci piace questa interpretazione", ha concluso Michele Pirro. "Resto fiducioso, dobbiamo restare calmi e non abbassare la guardia. I piloti sanno benissimo che questo sarà un anno in cui dovremo dare il 100%".
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