Dopo 14 dei 22 weekend di gara, la sfida per il titolo 2026 ricomincia essenzialmente daccapo.
Marc Marquez (Ducati) e Jorge Martin (Aprilia) hanno entrambi 274 punti in classifica. Ma il nove volte iridato è in testa perché ha già vinto cinque Gran Premi, mentre 'Martinator' ne ha vinto solo uno. In Austria la Casa di Borgo Panigale cercherà di sfruttare il fattore "pista", dato che il Red Bull Ring è tradizionalmente territorio Ducati.
In Austria per vincere
Il Campionato del Mondo MotoGP sta entrando in una delle fasi più importanti e impegnative per i piloti. Dopo Misano, il campionato affronta un tratto finale caratterizzato da molte gare consecutive, con il tour asiatico che si sta avvicinando. Marc Marquez arriva a Zeltweg da leader di
classifica, sull'onda dei doppi successi a Misano e Aragon. Dopo un inizio di stagione non proprio esaltante, il fenomeno di Cervera appare in buone condizioni fisiche e mentali, nonostante il problema al braccio destro che si trascina da tempo.
Regna una certa fiducia in vista del GP d'Austria, dove ha già vinto lo scorso anno in sella alla Desmosedici. "Mi sento bene, a mio agio e, beh, ovviamente attento, molto attento a tutto ciò che potrebbe accadere. Perché è chiaro che ogni sessione è diversa", ha osservato il #93.
Il cambiamento di Marc
Uno dei punti forti di Marc Marquez è proprio l'approccio alle gare, l'esperienza maturata nel gestire la pressione, uno stile di guida più incisivo e attento. "Prima guidavo d'istinto. Ora si tratta di usare la testa, pensare, pianificare. Ora bisogna ragionare molto di più". Questo non vuol dire rinunciare alla famigerata aggressività che lo ha contraddistinto dall'inizio della sua carriera. "Ci sono momenti nelle Sprint in cui bisogna correre dei rischi, e le cose possono sempre andare male. Quantomeno bisogna prepararsi al meglio affinché la prestazione sia impeccabile".
Sfida iridata senza pressione
In un campionato così combattuto ogni minimo dettaglio può fare la differenza, sia in gara che nella corsa al trono mondiale. Il campione in carica della MotoGP ha recuperato oltre un centinaio di punti dalla vetta, grazie soprattutto agli errori avversari (vedi Bezzecchi e Martin). "Ero fuori dai giochi, sono gli altri a perdere. Questa è la mia mentalità. Ero completamente fuori da questo campionato perché, anche se avessi vinto tutte le gare, se il leader fosse arrivato secondo, non avrei vinto. Quindi, a vincere non sono io, ma gli altri che hanno commesso degli errori. Mi hanno dato questa opportunità e cercheremo di sfruttarla. Se succederà, bene, altrimenti, l'anno prossimo ci sarà il 2027".
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