Le "prime" del motociclismo in Brasile non sono proprio fortunate, per adottare un eufemismo.
Nel 1954 a San Paolo il primo evento internazionale fu battezzato da una pioggia torrenziale, disastri organizzativi e premi non pattuiti che comportarono l'estromissione della federmoto brasiliana tra le affiliate della
FIM per 30 anni. Si arrivò nel 1987 con Goiania ad aprire le porte del Motomondiale nel pieno del celebre incidente radioattivo, fino al contemporaneo ritorno della MotoGP che ha rischiato di sprofondare in una buca. Nel senso letterale del termine: il buco creatosi nell'asfalto del rettifilo dei box è un caso che non può passar sottotraccia. Specie se, come abbiamo riportato in precedenza, non tutto è stato eseguito a norma e nel rispetto protocollo vigente redatto dalla stessa FIM.
PROBLEMATICHE ANTICIPATE
Il layout di Goiania piace ai piloti, ma
come abbiamo avuto modo di riportare filo e per segno in questo articolo, qualcosa non torna in merito all'omologazione di Grado A dell'impianto. Tra i punti espressi, vi è lo stesso asfalto. Doveva contemplare e prevedere il carico di pioggia dei giorni scorsi- Oltretutto, in base a quanto detto dai diretti interessati, di fatto rappresenta la causa di questa "buca".
L'ASFALTO
Bartolome 'Tomé' Alfonso Ezpeleta, FIM Safety Officer incaricato di rilasciare (non più tardi di giovedì scorso) il certificato di omologazione di Grado A dell'impianto (il massimo previsto al fine di ospitare la MotoGP), ha ammesso che "A causa delle forti piogge degli ultimi giorni si è verificato un cedimento dell'asfalto dovuto a movimenti del terreno". Tuttavia questo si scontra con le direttive vigenti, volte a scongiurare simili episodi. Ne abbiamo parlato dettagliatamente: "L'asfalto: drena, ma non in maniera uniforme. Va detto che la tipologia di asfalto deve aprioristicamente esser approvata dal FIM CCR Circuit Homologation Committee, pertanto la responsabilità è condivisa. A proposito di sistema di drenaggio, non deve essere solo l'asfalto della pista a norma: lo deve essere anche quello della corsia dei box, aree di deflusso, vie di fuga, eccetera. Dalle immagini circolate nei giorni scorsi, non tutto ha drenato nelle tempistiche indispensabili per la congeniale disputa dell'evento".
DOSSIER
A questo proposito il tracciato ospitante deve presentare alla FIM un dossier dettagliato con calcolo del possibile flusso dell'acqua in base alle condizioni climatiche locali (lo storico), prendendo in esame pertanto l'intensità delle abituali precipitazioni atmosferiche, loro durata e coefficiente di flusso dell'acqua. Ne consegue che l'asfalto deve esser realizzato proprio in base al "carico" di pioggia previsto. A maggior ragione se Goiania, nel pieno della cosiddetta stagione delle piogge, ospita la MotoGP. Giocoforza non si può ritenere quanto successo una problematica "Impossibile da prevedere", come dichiarato dal Presidente FIM, Jorge Viegas. Il succitato dossier doveva riportare lo storico delle precipitazioni atmosferiche, con l'asfalto e tutte le infrastrutture realizzate di conseguenza.
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