Impropriamente, senza alcun elemento oggettivo a suffragio di tesi strampalate ed indiscrezioni prive di fondamento, senza oltretutto alcun rispetto nei confronti del diretti interessato (quando si parla di salute, non si scherza), nel post Gran Premio di Austin su
Marc Marquez se ne sono dette e scritte di ogni.
Quanto sta ancora subendo l'infortunio patito lo scorso mese di ottobre a Mandalika, conseguenza del contatto provocato da Marco Bezzecchi in gara? C'è una via d'uscita? Troverà la miglior condizione fisica da qui in avanti? L'andamento delle gare finora disputate mette in luce cosa stia ancora mancando al 9 volte Campione del Mondo.
IRRISPETTOSE VOCI INCONTROLLATE
I titoloni, da sempre, si fanno su chi perde, non su chi vince. Marc Marquez che ha raccolto in questo primo scorcio di stagione una sola vittoria di Sprint (OK, con buona pace dello Stewards Panel, effettivamente 2), fa notizia. In un periodo in cui si potrebbe approfondire ed esaltare le gesta di Marco Bezzecchi e Aprilia, alla fine si parla sempre del 93. Non vince più, non vincerà più, eccetera eccetera. Titoloni più che da analisi dei fatti, da tifosi. Non una novità in materia, ma quando si tirano in ballo questioni legate alla salute, doveroso puntare il dito su un modus operandi che lede l'immagine stessa e la narrazione del motociclismo. Ancor più quando ci si inventano teorie su complicazioni post-operatorie (non è vero), che debba presto ricorrere ad un altro intervento (falso: fosse vero al ritorno da Austin, considerando il mese di stop, non avrebbe perso tempo), che quel braccio infortunato non gli darà mai più tregua.
COSA DICONO LE GARE
Che fisicamente non sia il Marc Marquez non tanto del 2019, ma quello del 2025, lo dice il diretto interessato. "Il problema sono io, non la moto", sua dichiarazione da scolpire sulla pietra. Per quanto, alla fine, il 9 volte Campione del Mondo non sembra nemmeno essere un... problema. Anzi. Analizzando il rendimento dei primi tre Gran Premi del 2026, chiaro come non sia il dominante Marquez dello scorso anno. Per quanto, da una stagione all'altra, non si dovrebbero fare confronti: ciascun campionato fa storia a sé, con valori in campo e forze in gioco differenti (vedi una straripante Aprilia). Marquez nelle Sprint non soffre. Paga dazio nelle prime fasi delle "gare lunghe".
PROBLEMA PRIMI GIRI
Un trend che unisce Buriram e Austin passando per Goiania. Nella prima parte di gara, a serbatoio pieno, non incide come dovrebbe. Gli avversari, altresì, massimizzano questa situazione. Al COTA, successivamente all'aver scontato il Long Lap Penalty (ed aver perso tempo all'inizio anche per un proprio errore), ha performato con riferimenti cronometrici in linea con quelli di Marco Bezzecchi. Poco meno di
Ai Ogura (una saetta prima del ritiro per problema tecnico), con tutte le credenziali per ambire al podio. Piazzamento che, di questi tempi e con questa Aprilia, non sarebbe affatto male. Discorso similare a Buriram prima di quello sfortunato ritiro: il passo più omogeneo degli inseguitori di Bezzecchi era proprio quello del Ducatista.
JEREZ ALTRA STORIA?
Con il "serbatoio sprint" e con 10kg di benzina in meno, Marc Marquez ha finora messo in mostra sempre un ritmo da Top 3. Il problema fisico, inerente più la condizione e forza del braccio (niente allena e ti prepara come una MotoGP), progressivamente andrà in miglioramento, potenzialmente già per Jerez de la Frontera. Con un mese di stop e tempistiche in linea per un recupero completo. Di fatto il piatto per Marquez e Ducati piange in questi primi tre round più per la straordinaria competitività Aprilia che per la condizione del braccio infortunato.
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