L'inizio di stagione MotoGP non è stato idilliaco per
Marc Marquez. Reduce dal nono titolo mondiale, inizia una nuova sfida per il fuoriclasse di Cervera, ancora alle prese con l'infortunio dell'ottobre scorso. Anche se nei test invernali sembrava tornato ai livelli da campione, i Gran Premi hanno mostrato una realtà ben più dura. Con l'Aprilia che in questo momento è più performante della Ducati, la moto che fino a qualche mese fa era invincibile.
Ducati... calma e sangue freddo
In tre weekend di gara, Marc Marquez ha centrato solo una vittoria nella MotoGP Sprint in Brasile. Risultati deludenti per un pilota che ha dominato il 2025, con undici vittorie nelle prime sedici gare. In realtà il pilota della Ducati è ancora alla ricerca della migliore condizione fisica, mentre la Desmosedici si ritrova surclassata dall'Aprilia RS-GP, che ha azzerato il gap tecnico durante la pausa invernale. La Rossa non è più quella di una volta, così come Marc, alle prese con problemi alla spalla destra. Ma il Mondiale è ancora lungo e nessuno a Borgo Panigale ha intenzione di gettare la spugna. "Abbiamo disputato solo tre gare. Ovviamente, se ti autoescludi fin dall'inizio, sei nei guai", ha dichiarato il campione in carica della MotoGP.
Ha tagliato il traguardo in quinta posizione, dopo essersi ripreso da una penalità che lo aveva fatto scivolare all'undicesima. L'aspetto positivo è che il weekend texano gli ha lasciato buone sensazioni, fiducioso che la pausa di quasi un mese fino al Gran Premio di Spagna a Jerez gli darà il tempo necessario per un pieno recupero. Finora la buona sorte gli ha voltato le spalle... "Ho commesso un errore, e Bezzecchi ha commesso un errore nella stessa gara. Continueremo a commettere errori. Io ne commetterò uno, Bezzecchi ne commetterà un altro… il punto è che chi è in testa ha un vantaggio e può permettersi di sbagliare di più".
La confessione di Tardozzi
Con tre gare disputate, Marc Marquez è quinto con 45 punti in
classifica piloti, il gap da Bezzecchi ammonta a -36. Mentre i tecnici Ducati proseguiranno il lavoro sull'evoluzione della GP26, il fuoriclasse spagnolo deve recuperare fisicamente. "
Non è ancora al 100%", ha ammesso Davide Tardozzi a Sky Sport MotoGP. I problemi emergono soprattutto nella prima parte di gara. "
Quando si sente bene, è capace di rimanere davanti. Marc è Marc... Quello che è successo in Indonesia ha ancora delle conseguenze. Non sta ancora bene".
La top speed della GP26
Probabilmente a Borgo Panigale sono preoccupati più per le condizioni di salute di Marquez che della Desmosedici GP26. I dati del Texas parlano chiaro, la Rossa non è certo in grande difficoltà, anzi. La tabella della velocità massima vede la Ducati numero 93 al primo posto, con 345,8 km/h, seguito dalla KTM di Bastianini a 344,9 km/h e dall'Aprilia di Ai Ogura a 344,7 km/h. L'elevata efficienza dell'attuale Ducati MotoGP è documentata anche dalle posizioni 4 e 5 con le moto ufficiali di Pecco Bagnaia e Alex Marquez. Solo Fabio Di Giannantonio, che si era piazzato al primo posto in Q2 ma non era riuscito a salire sul podio (P4) nel GP, è rimasto a malapena nella top 10 con 339,9 km/h.
Binomio moto e pilota
Il circuito di Austin doveva essere terreno fertile per il nove volte iridato, invece le Aprilia hanno firmato una doppietta. Il Long Lap Penalty ha sicuramente fatto perdere delle posizioni al pilota di Cervera, ma non aveva il passo per vincere. "La moto è fondamentale, ma lo sono anch’io. Ho delle difficoltà - ha ammesso lo spagnolo della Ducati -. La moto è sicuramente un fattore, ma l’altro sono io... Il problema sono più io che la moto".
Il weekend negli USA ha fatto scattare un campanello d'allarme nel box della Rossa, Gigi Dall'Igna e i suoi uomini sanno di dover correre ai ripari in vista della quarta tappa del Mondiale MotoGP a Jerez, dove il 27 aprile si terrà una giornata di test. Ma l'attenzione sembra più focalizzata sul pilota. "Marc non era al 100% a causa della caduta di venerdì", ha spiegato il Direttore Generale di Ducati Corse. "Con un feeling ancora incerto sulla moto, che ha richiesto degli aggiustamenti all'assetto e non gli ha permesso di essere il Marc Marquez che conosciamo così bene e da cui ci aspettiamo così tanto. Se a questo aggiungiamo il costante miglioramento dei nostri rivali, oserei dire che la situazione è molto chiara".
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