Il GP di Monaco era il primo della Formula 1 1966. Al via si presentò una scuderia sconosciuta che avrebbe segnato la storia: McLaren.
Il 22 maggio 1966 Jim
Clark campione in carica era pronto a difendere il titolo, ma il due volte
campione del Mondo Jack Brabham era lì per togliergli lo scettro. L’australiano tra le vie di Monaco era all’esordio
un team dalla livrea bianca e nera. Una sola vettura, un solo nome che rimbombava ed era
già famoso per la sua velocità. Bruce McLaren invece si presentò ai nastri di partenza
con la sua vettura, dando il via al fenomeno
McLaren.
La
prima gara della McLaren
Bruce, dopo anni con altri team, stava facendo debuttare nel massimo campionato una sola monoposto progettata dalla scuderia di casa: al volante ci sarebbe stato lui. La M2B fu il battesimo del team di Woking in
Formula 1 ed utilizzava molti materiali innovativi. Il motore era un Ford V8 che
Bruce aveva ricevuto perché pilota della casa di Detroit. Quel propulsore però si dimostrò un vero fallimento. la scuderia appena nata doveva ancora capire come si giocava tra i grandi, visto che il neozelandese
aveva già guidato vetture con il suo nome, ma in altri campionati. Tutto era
nuovo, e gli osservatori erano sicuri che non sarebbe durato. Quella gara tra le vie strette di Monaco invece stava dando vita alla leggenda. Anche se il primo vagito non andò esattamente come Bruce McLaren sperava.
Stewart li mise in riga
La pole tra le vie di Monaco se l’aggiudicò
il campione in carica Clarck con la sua Lotus. Bruce con la sua creatura non
andò oltre il decimo tempo ma mise dietro proprio Brabham, a quasi 3
secondi dal poleman. La gara vide l’arrivo di soli quattro piloti, con soltanto
due a pieni giri, Jackie Stewart che vinse con la BRM e la Ferrari di Lorenzo
Bandini. Il podio lo chiuse Graham Hill con un giro di distacco e Bob Bondurant
che arrivò con cinque giri di ritardo! La gara di Bruce durò soltanto nove tornate
perché tradito dal suo motore Ford. Il propulsore perdeva olio ed era un problema noto, perché fu sviluppato per la 500miglia di Indianapolis. Una gara
da dimenticare per McLaren, che in quella stagione per via dell’affidabilità concluse solo due gare, anche se a punti. Il primo punto della scuderia di
Grove arrivò il 16 luglio nel GP di casa della scuderia, quello di Silverstone
in Gran Bretagna.
Stava nascendo una stella
La McLaren ebbe inizi tormentanti: la prima
vittoria giunse solo nel 1968 mentre il titolo arrivò nel 1974. Ma intanto Bruce McLaren aveva perso la vita in gara e non vide mai quanto la sua scuderia sarebbe diventata grande. Adesso la McLaren è un grande realtà della Formula 1, seconda a trionfi solo alla Ferrari. Teddy Mayer
ebbe il duro compito di traghettare il team dopo la morte di McLaren e lo portò
al trionfo, con quello storico di Emerson Fittipaldi e poi quello al batticuore
di James Hunt. Ron Dennis arrivò dopo e a lui si legano gli anni
magici del team britannico, che con Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna, Mika
Hakkinen e un certo Lewis Hamilton trasformò la scuderia in un vero punto d'arrivo per i piloti. L’ultimo trionfo
della casa d’oltremanica è quello di Lando Norris dello scorso anno. Oggi alla
guida del team vi è un italiano, Andrea Stella, capace di
riportare il nome McLaren in alto dopo anni avari di soddisfazioni. Nel giro di
60 anni questa scuderia ha vinto 10 mondiali costruttori e 13 piloti e chissà
quanti altri ne conquisterà.
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FOTO: Formula 1