Quanto successo domenica scorsa a Barcellona è stato oggetto di tante discussioni, anche critiche: lo storico "boss" del Motomondiale ha espresso il suo punto di vista.
Il Gran Premio della Catalunya 2026 è terminato con una gara MotoGP partita tre volte a causa dei brutti incidenti capitati nelle prime due partenze. Non sono pochi quelli che ritengono che una terza partenza, dopo due bandiere rosse provocate da situazioni che hanno mandato in ospedale due piloti (Alex Marquez e Johann Zarco), non fosse necessaria.
Pedro Acosta lo ha detto chiaramente e non era l'unico a pensarla allo stesso modo. Le opinioni sul tema sono diverse, perché c'è anche chi è convinto che bisognasse andare avanti. Uno di questi è
Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato di MotoGP Sports Entertainment Group (ex Dorna Sports).
Se ti piacciono i contenuti di Corsedimoto puoi selezionarci come fonte preferita
cliccando quiCaso GP Catalunya: la posizione di Ezpeleta
L'80enne manager spagnolo ha espresso il suo punto di vista in un'intervista concessa a Curva 15, il podcast del circuito Ricardo Tormo di Cheste (Valencia): "È un tema complicato, perché quello che il corpo chiede ai piloti e anche a me è fermarsi, ma non bisogna fermarsi. Ne parleremo al Mugello la prossima settimana. Se la pista è in buone condizioni e se i piloti stanno bene, bisogna continuare a correre, perché una parte molto importante del campionato e del suo successo sono gli spettatori. Inoltre, riprendere o non riprendere una gara può avvantaggiare alcuni e danneggiare altri. Se non si cambiano le regole, bisogna fare ciò che le regole permettono. E oggi non c'è nessuna norma che dice non ci possono essere tre partenze".
Ezpeleta è consapevole che ci possano essere idee diverse sull'argomento, però lui si attiene al regolamento vigente e sostiene che bisogna rispettarlo, senza condizionamenti: "Sono disposto a valutare tutto, ma non bisogna agire d'impulso. Capisco che un pilota possa sentirsi a disagio, però altre volte sono successe cose peggiori e si è comunque corso. È un tema di cui siamo sempre disponibili a dialogare, ma è necessario tenere conto di tutti i fattori".
MotoGP, il dubbio: fermarsi o non fermarsi?
L'apertura al confronto con i piloti e con i team c'è, però immaginiamo che un cambiamento delle regole vigenti sia complicato. C'è chi pensa che, visto che Alex Marquez e Johann Zarco non erano in pericolo di vita e che la pista non aveva problematiche, sia stato corretto andare avanti con la gara MotoGP in Catalunya. E chi reputa che non fosse necessario sfidare una terza volta il destino dopo che le prime due partenze avevano mandato due piloti in ospedale, generando chiaramente preoccupazione.
Chi ha ragione? Difficile dirlo. Forse la cosa giusta sarebbe stata quella di fermarsi a Barcellona, ma sappiamo che spesso viene applicato il principio "the show most go on". Gli interessi economico-televisivi finiscono a volte per prevalere sul buonsenso.
I piloti vorrebbero avere più voce in capitolo, però dopo anni in cui si è parlato della creazione di un'associazione in grado di tutelarli e di renderli maggiormente partecipi delle decisioni non si è ancora riusciti a mettere insieme tale struttura. Forse, i fatti accaduti in Catalunya potrebbero accelerare l'operazione.