Enea Bastianini ha chiuso nella top 10 il Gran Premio d'Indonesia, ma il risultato non lo soddisfa. Il pilota del team Tech3 KTM, undicesimo nella Sprint del sabato a un passo dalla zona punti che contano, ha raccontato una domenica di sofferenza a Mandalika, condizionata da una moto che dietro agli avversari non voleva saperne di stare in traiettoria.
Le sue parole, raccolte nel post-gara da Manuel Pecino per Motosan, arrivano al termine di un weekend dominato dall'Aprilia, capace di piazzare quattro moto nelle prime posizioni, come ricordato anche nel nostro articolo
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Una gara in rimonta
Il copione è stato quello già visto in altre occasioni, con un avvio complicato e una seconda parte di gara più convincente: "È stato come sempre, quando sei un po' indietro. Molto, molto difficile all'inizio. E quando il gruppo diventa più piccolo, per me va sempre meglio rimontare. E oggi ho sofferto molto lo scivolamento della moto, e lo stare dietro agli altri".
Il riminese ha poi spiegato come si comportava la KTM nel traffico, e perché nel finale il passo sia migliorato: "La mia moto si muoveva tanto dietro agli altri, come se fosse molto nervosa. E da metà gara fino alla fine, meglio. Per questo alla fine ero quasi più veloce. Ho fatto un buon lavoro per il finale di gara, ma comunque non sono molto contento della sola top 10".
Il problema in scia
Sul tracciato indonesiano diversi piloti hanno lamentato problemi di scivolamento in curva. Per Bastianini il fenomeno non si è limitato alla domenica e si manifesta in un momento preciso: "La moto scivolava non solo oggi, mi è successo anche ieri. È quando entriamo in curva e quando siamo dietro ad altri piloti. La moto è come se non volesse restare sulla stessa linea e nemmeno girare. E senti solo la vibrazione del pilota davanti a te".
Un limite pesante per chi, come lui, si trova spesso a dover risalire il gruppo: se la moto diventa instabile proprio quando si avvicina agli avversari, ogni tentativo di attacco costa fatica e tempo.
Testa all'Australia
Il pilota Tech3 guarda già alla prossima tappa, dove le condizioni potrebbero amplificare il problema: "Questo problema dobbiamo studiarlo, perché in Australia sappiamo che il vento sarà più veloce che qui e sarà molto importante. Spero di trovare una soluzione con la squadra, nel caso in cui fossimo dietro. Ma comunque, la cosa principale è cercare sempre di risolvere il problema che capita".
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