Superbike, Toprak Razgatlioglu

Superbike, Toprak Razgatlioglu: “Non sono un pilota pericoloso”

Toprak Razgatlioglu ha vinto il Mondiale Superbike 2021 grazie ad uno stile di guida al limite. L'unico tallone d'Achille resta il bagnato.

19 dicembre 2021 - 11:07

Toprak Razgatlioglu ha fatto un salto in Lombardia, a Desenzano del Garda, per festeggiare il titolo mondiale di Superbike. Festa di fine anno con Yamaha al Teatro Alberti, presenti Paul Denning, Phil Marron, Andrea Locatelli e gli altri del team Pata. Nelle sue storie Instagram lo rivediamo ancora in azione con lo spazzolone. Una scena passato agli onori della cronaca sportiva dopo gli avvenimenti di Magny Cours, quando Kawasaki ha presentato il richiamo per l’invasione millimetrica del “green”.

Onore all’ex campione SBK

Ma tra Razgatlioglu e Jonathan Rea dopo la battaglia 2021 è ritornata la diplomazia. “Non è stata una stagione facile lo so, anche per Johnny. Penso che si sia sentito molto sotto pressione in questa stagione. Anche lui è caduto, ha fatto grossi errori… Mi piace Johnny, penso che sia un eroe in Superbike, una leggenda, sei volte campione del mondo“. Non è stato per nulla semplice strappare il titolo Superbike al nordirlandese. In particolare nel week-end in Catalunya, dove ha avuto problemi con l’elettronica della sua R1. “Ero molto arrabbiato perché era la prima volta che ero molto veloce. Con il problema negli ultimi giri non è stato possibile finire la gara“.

Anche dopo l’incidente di Assen, quando è stato buttato giù da Garrett Gerloff, Toprak Razgatlioglu ha avuto la sensazione che tutto fosse compromesso. “Parlando con Kenan (Sofuoglu, ndr), ha detto ‘Non pensiamo al campionato. Siamo solo concentrati sulla gara. Cerchiamo solo di vincere’. E dopo l’incidente di Assen mi sono concentrato solo sulla gara… Guardo sempre a Kenan, lui è il mio eroe, mi aiuta sempre. Sono molto fortunato ad averlo“.

La carta vincente di Toprak

La carta vincente è il suo stile di guida aggressivo, soprattutto in frenata, dove in diverse circostanze ha fatto la differenza. Più volte Jonathan Rea e Scott Redding si sono lamentati per l’approccio del pilota turco, ma tutto rientrava nei limiti del regolamento. Provare ad imitarlo non è semplice per nessuno. “Mi piacciono le curve lente stop and go, freno forte e provo ad aprire il gas molto presto. Qualcuno dice ‘è molto pericoloso’, ma io penso di no perché non vado mai a schiantarmi con gli altri piloti… Penso che questo sia molto importante“. Toprak Razgatlioglu ha ben poco da migliorare sullo stile di guida, ma resta un tallone d’Achille da risolvere in vista della prossima stagione Superbike: il bagnato.

“Come ho progettato il mio sogno” la magnifica autobiografia Adrian Newey, il genio F1

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike Chaz Davies

Superbike, Chaz Davies resta in Ducati: sarà coach del team Aruba

Toprak Razgatlioglu

Razgatlioglu punta al bis Superbike: “La MotoGP non è il mio sogno”

Danilo Petrucci SBK

Danilo Petrucci verso gli Usa: inizia la sfida Superbike con Ducati