Tom Sykes è finito all'indice per lo speronamento che ha mandato Jonathan Rea nella sabbia al primo passaggio dalla Lukey Height. "
Guida così, l'ha sempre fatto e lo farà di nuovo, anche a Brno nel 2018 ero caduto per colpa sua" è stata l'accusa del campione mondo. Il pilota della
BMW però non ci sta. "
Se volete, venite pure a controllare la mia velocità d'ingresso in quella curva" è stata la difesa di Tom. "
Rea è entrato pianissimo, non sapevo più dove andare. Non potevo fare niente per evitare il contatto."
"VOLEVA SALVARE LA GOMMA"
Tom Sykes è entrato ancora più nei particolari. "Capisco che volesse tenere bassa la temperatura del fianco sinistro della gomma, ma entrare così piano non è normale, per giunta al primo giro. Temevo un incidente ben peggiore. Ho tentato di piegare più che potevo, così alla fine l'angolo d'impatto è stato modesto. Potevamo cadere entrambi. Questo è uno sport dove non è piacevole andare addosso agli altri piloti, non l'ho fatto deliberatamente. Ma non potevo far niente per evitare l'impatto. Rea può dire quello che vuole, è suo diritto. Ma anche lui non scherza: alla curva due ha spinto fuori linea me e Toprak, alla tre sono stato costretto ad allargare la traiettoria..."
"LA GOMMA E' CALATA DI BRUTTO"
"
Dopo l'episodio, ho preso il mio ritmo, sono rimasto agevolmente in testa senza esagerare. Ma all'undicesimo giro la gomma è calata di colpa, non me lo aspettavo. Non avevo più grip. Mi resta la soddisfazione della pole, con la copertura da qualifica la BMW è davvero straordinaria. Festeggiare la cinquantesima pole è stato molto bello"