Superbike, Jonathan Rea

Superbike Magny Cours, Gara 1 Jonathan Rea il distruttore

Jonathan Rea firma la vittoria numero 98 e avvicina ulteriormente il sesto Mondiale. Scott Redding finisce quinto in rimonta

3 ottobre 2020 - 14:49

Jonathan Rea poteva prendersi un pomeriggio di relax ed evitare rischi nel diluvio di Magny Cours. Anche rischiando meno, probabilmente, avrebbe guadagnato ulteriore terreno su uno Scott Redding e la Ducati non brillantissimi sul bagnato. Invece il Cannibale si è voluto mangiare tutto. E’ scattato come un razzo dalla terza casella dello schieramento e si è infilato davanti alla prima curva evitando il groviglio delle due BMW dominatrici della Superpole finite subito nella sabbia. Una volta in testa non ha più mollato la posizione, incurante della pressione di Loris Baz indomabile per due terzi della sfida. Navigando sicuro ha portato la Kawasaki sana e vincente in porto, firmando la vittoria numero 98 e l’allungo decisivo nel Mondiale. Scott Redding è finito quinto, adesso sono 65 i punti di vantaggio in un Mondiale che, salvo sorprese, festeggerà fra poche ore, con il solito anticipo.

Jonathan Rea verso quota 100 

In 299 gare Mondiali Jonathan Rea è finito 184 volte sul podio, un palmares superlativo, considerando che per sei stagioni (2009-2014) ha gareggiato con la Honda, che a quei tempi era lontanissima dalle prestazioni di Ducati, Aprilia e Kawasaki. Da quanto è salito sulla Ninja non ce n’è stato più per nessuno: è antipatico dirlo, ma la verità è che nella Superbike di questa epoca non c’è nessun pilota in grado di battere Jonathan Rea. Il fatto che ogni anno vinca il Mondiale in congruo anticipo, perfino questa volta con appena otto round in calendario, la dice lunga. Domani potrebbe essere la quarta volta che il 33enne biondino nordirlandese festeggia nella landa di Magny Cours, è già successo nel 2017-2018-2019. Per rendere unico il sesto alloro consecutivo, ci vorrebbe la ciliegina sulla torta: centrare la centesima vittoria iridata. Il mitico Carl Fogarty, secondo nella classifica di sempre, ne ha vinte 59.

Loris Baz regge l’urto, la Ducati no 

Il francese per un pò deve averci creduto, ma alla fine ha dovuto mollare la presa, limitando il passivo in appena tre secondi. Alex Lowes, con l’altra Kawasaki, in 21 giri ne ha incassati dieci. Senza Jonathan Rea la Ninja sarebbe una moto qualunque, come la Honda in MotoGP senza Marc Marquez. Era l’ultima spiaggia per la Ducati, ma la prima Panigale è arrivata soltanto quarta, a quindici secondi di distanza, con Chaz Davies. Lo sfidante Scott Redding ha navigato a lungo ai margini della top ten, poi ha alzato il ritmo finendo quinto: ci vorrebbe ben altro per disturbare i sonni del Cannibale. I due ufficiali almeno stavolta non hanno preso paga dal privato Michael Rinaldi (settimo posto) nel confronto che in queste giornate autunnali sembra stimolarli di più.

Honda, che disastro!

Alvaro Bautista, 16 vittorie un anno fa con la Ducati Panigale al debutto in Superbike, è finito dodicesimo, per grazia ricevuta dai quattro incidentati,  a oltre 46 secondi dal vincitore. Molto più forte stava andando lo scudiero Leon Haslam, che però all’ultimo giro si è sparato in orbita tentando di strappare il quinto posto a Redding e Razgatioglu. In Catalunya la nuova Fireblade gestita direttamente da HRC sembrava essersi avvicinata, ma sotto la pioggia francese è ripiombata nelle retrovie. Il lavoro non mancherà per il reparto corse più potente del mondo.

 

5 commenti

Anonimus
16:20, 3 ottobre 2020

Ennesimo titolone…. Più che “distruttore” direi che è stato molto fortunato, praticamente gli unici 3 che potevano dargli realmente fastidio si sono autoeliminati in 5 giri, poi con un pilota mediocre come Baz che gli ha fatto da guardiaspalle senza mai provarci realmente, la vettoria per Johnny è arrivata abbastanza facile.
Un applauso per Haslam vero vincitore morale di questa gara!

    Paolo Gozzi
    18:00, 3 ottobre 2020

    La lista di “chi poteva dare fastidio e si è autoeliminato” ormai è lunga come l’elenco del telefono: Bautista, Sykes, Davies (ogni anno), Melandri, Toprak, ect ect…Un pilota “fortunato” come Rea non si è mai visto nella storia del motociclismo 🙂

      Anonimus
      18:44, 3 ottobre 2020

      Signor Gozzi era abbastanza ovvio che mi riferissi alla singola gara di oggi e non alla sua carriera…. se posso fare un ipotetico pronostico a conti fatti ormai, secondo me Gerloff ne aveva per vincere oggi… Sykes e Laverty non potrei sapere ma conoscendo Tom di sicuro avrebbe battagliato con il coltello tra i denti!!

    marcogurrier_911
    16:57, 3 ottobre 2020

    Fortunato un fuoriclasse che guida solo in quelle condizioni con alcuna sbavatura, dal primo all ultimo giro? Con un cagnaccio forte sul bagnato addosso per 12 giri, sulla sua pista di casa?
    Vincitore morale colui che a cinque curve dalla fine la butta via?
    E poi scusi chi si è auto eliminato L avrà mica fatto per fare un favore a Rea….

      Anonimus
      17:12, 3 ottobre 2020

      Cagnaccio forte Baz?? Uno che entra duro e deciso su Lowes e Gerloff per poi fare il guardiaspalle di Rea per il resto della gara senza mai provarci neanche una volta per me è un mediocre, a differenza di Haslam che per un 5 posto ha lottato fino all’ultimo….. questo è un vero pilota!!

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