Superbike

Superbike: Honda e BMW, scatta l’aiutino regolamentare ma lo useranno?

Da Aragon Honda e BMW potranno aggiornare i motori e guadagnare potenza con le "parti in concessione". Ma ad HRC per Alvaro Bautista ne sono rimasti solo due, per i prossimi 5 round

21 agosto 2020 - 18:14

A partire dal prossimo round Superbike ad Aragon (29-30 agosto) le squadre Honda e BMW avranno il permesso di aggiornare i motori utilizzando le “parti in concessione“. Cioè potranno presentarsi in pista con unità più competitive rispetto a quelle utilizzate nelle tre sfide precedenti di Phillip Island, Jerez e Portimao. E’ una delle misure previste dal regolamento tecnico per aiutare le marche più in difficoltà, e permettere loro di recuperare terreno. Ma, visto l’incalzare degli impegni e il poco tempo a disposizione per i collaudi, rischia di essere un’opportunità solo teorica. BMW ha già annunciato che non introdurrà novità di motore, rimandando tutto lo sviluppo ai test invernali da novembre in poi. I tedeschi hanno deciso di rivedere radicalmente la S1000RR, tanto che chiederanno una nuova omologazione, producendone almeno 500 esemplari. Honda, sul merito,  non ha fornito chiarimenti. Ma  visto che stiamo parlando di HRC, cioè il reparto corse più potente del mondo, è facile immaginare che Alvaro Bautista e Leon Haslam le nuove parti le avranno…

Come funziona il sistema di bilanciamento

Il regolamento Superbike è fatto in modo da garantire il massimo equilibrio possibile fra tutte le marche impegnate nel Mondiale. La logica è che, essendo derivate dalla serie, chi corre con modelli stradali meno performanti sia  grado di giocarsela contro concorrenti che magari hanno puntato su ipersportive di altissime prestazioni, maggior costo e massima sofisticazione tecnologica. Ogni tre round possono scattare due differenti processi di riequilibrio di prestazione. Il primo, più noto, riguarda il limitatore di giri motori. Se una marca vince troppo, il tetto può essere abbassato di 250 rpm, al contrario chi è lontano dal vertice più  salire di 250. A decidere l’equiparazione è un misterioso algoritmo a disposizione dei commissari tecnici che prende in esame tantissimi dati: risultati, tempi sul giro, velocità massime, numero dei piloti in pista per ogni marca e così via. Gli elementi scaturiti nei tre round già disputati non hanno fatto scattare cambiamenti, quindi i limitatori resteranno così come sono. Invece ci sono novità sul fronte “concession parts”.

Come funzionano le concessioni tecniche

Ad inizio stagione ogni marca può depositare una lista fino a otto componenti motore, stabilite per regolamento. Si tratta di organi importanti,  quali valvole e alberi a cammes. Le “concessioni” danno facoltà di introdurre pezzi più  “spinti” rispetto a quelli omologati. Questo aiutino scatta in base ad un particolare punteggio attribuito ai piazzamenti sul podio, cioè alle marche che dopo tre round hanno più di nove punti di ritardo dalla prima. Honda e BMW non sono mai andate a podio finora, per cui sono autorizzate ad usare le “concession parts“.

Bautista ha i motori contati 

Per farsi un’idea di cosa può cambiare in pista, bisogna considerare vari parametri, non ultimo il numero di motori punzonati e ancora disponibili. Il conteggio lo abbiamo  spiegato qui. In sostanza  HRC, sul fronte Alvaro Bautista, ha già usato tutti e quattro i motori punzonati, e due risultano già fuori dalla lista, quindi non  più utilizzabili. I tecnici Honda potranno  intervenire su due motori soltanto, tenendo conto che dovranno resistere per i prossimi 5 round (15 corse). Montare arti più spinte può significare rischi più alti di rottura. Ricordiamo usare motori in più oltre i quattro permessi, implica ogni volta la penalità di dover partire dalla pit lane.  Sfruttare le “concessioni” quindi  è un complicato gioco d’equilibrio fra potenziali rischi e ipotetici benefici.

 

 

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