Jonathan Rea

Superbike Donington, Superpole Race: Jonathan Rea vince nel caos

Il Cannibale si impone nella Superpole Race interrotta a tre giri dalla fine per un pazzesco incidente innescato dalla rottura di Peter Hickman. Tutti illesi

7 luglio 2019 - 12:21

Quando si è scatenato il caos all’ingresso del tornante Melbourne, Jonathan Rea aveva già regolato la (difficile) pratica Tom Sykes. All’uscita della bandiera rossa che ha fermato anzitempo la corsa sprint (7 giri compiuti su 10 previsti) l’iridato in carica ha potuto festeggiare la 76° vittoria in carriera, la seconda di questo folle week end che sta ribaltando la classifica del Mondiale. L’interruzione è stata determinata dalla rottura, con perdita d’olio, del motore BMW di Peter Hickman. All’ingresso del tornante Melbourne sono volati Ryuichi Kiyonari, Sandro Cortese, Alessandro Delbianco,  Leandro Mercado e Michael Rinaldi. Ingenti danni alle moto, ma piloti illesi. Un miracolo. Nel giro di rientro anche Tom Sykes è volato sull’olio, a bassa velocità. E per non aver riportato la moto ai box entro cinque minuti, la BMW non è stata classificata. Una beffa atroce.

BAUTISTA PERDE ALTRO TERRENO

Alvaro Bautista, solo quarto, adesso è a -15 punti dalla vetta. Alle 15:00 c’è gara 2, con uno scatenato Jonathan Rea che proverà a completare il banchetto. Sul podio della Superpole Race tripletta Kawasaki con Toprak Razgatlioglu e Leon Haslam davanti alla Ducati. Il gioco di marca stavolta ha funzionato alla perfezione. Prima dell’incidente, la gara è stata bellissima. Tom Sykes ha sfruttato bene la pole (la prima con BMW) ma Jonathan Rea non ha mollato la presa. Dopo vari tentativi infruttuosi, il campione in carica ha superato l’acerrimo rivale alla “Fogarty Esses”, non senza un pizzico di cattiveria. Mancavano ancora cinque giri, Tom Sykes avrebbe potuto replicare. Ma a meno di tre dalla fine è successo il disastro che ci ha privato del gran finale.

CHE INGIUSTIZA

La regola che impone il rientro nei box entro cinque minuti è stata scritta con la logica di penalizzare chi innesca eventuali problematiche che portano alla sospensione della gara. In questo caso specifico però Tom Sykes non solo non aveva alcuna responsabilità, ma è caduto sull’olio a gara già fermata. Che il pilota BMW non sia potuto salire sul podio per festeggiare il secondo posto ottenuto prima dello stop è assurdo. Tra l’altro in gara 2 dovrà partire in decima posizione (quarta fila), non essendo stato classificato in questa corsa che determina le prime tre file dello schieramento. Ai Commissari FIM sarebbe servito un pò di buon senso, per evitare questa figuraccia in mondovisione. La regola è sicuramente da riscrivere prevedendo anche questo caso limite.

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