BMW S1000rr

Superbike retrospective: BMW S1000RR, la storia [seconda parte]

BMW S1000RR ha rappresentato una pietra miliare nella storia delle supersportive. Pur senza aver mai vinto il titolo mondiale, la superbike tedesca ha contribuito all'evoluzione del suo segmento. Che futuro la attende? Ripercorriamo le tappe di questo straordinario progetto BMW.

8 aprile 2021 - 10:00

Continuazione dalla [prima parte]

Ad oltre un lustro di distanza dal putiferio provocato nella scena delle supersportive, il mondo motociclistico ammira una BMW S1000RR rinnovata per il 2015. Pur senza stravolgere totalmente l’identità della moto, a Monaco riescono a migliorare un prodotto già eccellente con una serie di affinamenti. Dal punto di vista dello stile viene confermato lo squilibrio tra le due fiancate, con i due fanali ora in posizione invertita. Il condotto centrale di alimentazione dell’air-box è più ampio, così da ottimizzare il flusso d’aria diretto al motore. In generale, le plastiche hanno un aspetto più raffinato, con un maggior numero di superfici verniciate che innalzano la qualità percepita.

BMW S1000RR, tante piccole migliorie tecniche

Lo scarico assume una fisionomia più lunga ed ingombrante e perde il catalizzatore a vista, oltre a 3 kg. Facendo tesoro dell’esperienza nelle competizioni, il telaio è stato sottoposto ad una riprogettazione che ha coinvolto il telaietto, drasticamente alleggerito. L’interasse, incrementato di 8 mm, raggiunge quota 1.425 mm, mentre l’avancorsa cala di 15 mm fino a 96,5 mm. Inoltre, il perno del forcellone è più basso di 3 mm ed i foderi forcella sono sfilati di 6 mm: l’obiettivo di BMW è di migliorare la stabilità senza penalizzare l’agilità. Il motore, già potentissimo, guadagna 6 cavalli sfiorando quota 200. Un tale risultato è dovuto ad una nuova testata, con condotti di aspirazione e scarico ridisegnati e ad un lavoro di fino tra cornetti di aspirazione accorciati, valvole ed alberi a camme alleggeriti. Il maggior segno del cambio generazionale è però riscontrabile in un’integrazione sempre maggiore tra l’elettronica e la ciclistica.

Sospensioni con regolazione elettronica ed una guida più efficace

BMW offre due pacchetti di controlli elettronici, gestiti attraverso cinque mappature tra cui una personalizzabile dall’utente, riservando al più evoluto “Dynamic” la funzione di Dynamic damping control: sospensioni a controllo elettronico. Questo sistema, peraltro vietato nelle competizioni, garantisce una regolazione meccanica ad hoc delle sospensioni, impostabile dell’utente persino curva per curva. Chi ha guidato le precedenti versioni della BMW S1000RR apprezza il modo in cui sono stati smussati alcuni eccessi di vivacità, scoprendo una ridotta tendenza all’impennata ed un’esperienza di guida complessivamente più morbida. Il propulsore si dimostra più progressivo, eccellente nel comportamento del cambio (assistito sia salendo di marcia che in scalata) e più sfruttabile nell’uso quotidiano. La S1000RR si mantiene all’altezza della situazione in ingresso curva e nei cambi di direzione, conferma una tenuta di traiettoria granitica a centro curva ed è viziata solo da una tendenza ad andare un po’ larga in uscita.

Ancora difficoltà in WSBK, ma solide certezze in Stock 1000

In Superbike la rinnovata BMW S1000RR non riesce a superare la progenitrice, cogliendo i migliori risultati nel 2016 con Jordi Torres, sesto in campionato insieme al team Althea. Lo stesso anno, sempre grazie alla formazione laziale e con il pilota Raffaele De Rosa, la Casa tedesca conquista di nuovo il titolo Stock 1000; successo riconfermato nel 2018, stavolta grazie a Markus Reiterberger. Nel solco della tradizione di offrire le moto da gara ai giornalisti per effettuare valutazioni e comparative, emergono diversi caratteri tra le versioni indirizzate alle varie categorie. La Superbike del team supportato ufficialmente è un purosangue con oltre 230 cv alla ruota per 170 Kg. Ipersensibile di ciclistica ed estremamente tecnica da guidare, è quella più dipendente dall’intervento del controllo di trazione. Le versioni Stock, pur con divergenze dovute agli specifici regolamenti nazionali, al lavoro di team diversi e alla messa a punto dedicata al proprio pilota, sono le più apprezzate ed umanamente sfruttabili. Anche la versione da Endurance sorprende positivamente, soprattutto per l’inaspettato comfort di guida e la cura stupefacente nei dettagli. In generale, ciò che piace dei motori non è tanto l’aumento di cavalli, quanto la maggior spinta lungo tutto l’arco di giri disponibile.

Adeguamento all’Euro 4 e la “fuoriserie” HP4 Race

Gli unici aggiornamenti per la BMW S1000RR stradale di seconda generazione fanno capolino nel 2017, in concomitanza con l’obbligatorio passaggio alla normativa Euro 4. In tale occasione, il DTC diventa di serie e non più parte dei pacchetti opzionali. Come edizione limitata, dal costo stellare di 80.000 euro ed utilizzabile solo in pista, arriva anche la HP4 Race. La peculiarità di questa fuoriserie è il telaio in fibra di carbonio da 7,8 kg di peso, accompagnato da numerosi altri componenti di pregio derivati dalla moto del mondiale Superbike e da un motore ancora più potente. Si tratta però di un -bellissimo- canto del cigno, perché il progetto è ormai alla fine del suo sviluppo e, guardando anche alla futura normativa Euro 5, BMW sceglie la strada di un rinnovamento più radicale.

Rimani sintonizzato! Continua nella [terza parte]

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Foto: PressClub BMW Italia.

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