BMW S1000rr

Superbike retrospective: BMW S1000RR, la storia [terza parte]

BMW S1000RR ha rappresentato una pietra miliare nella storia delle supersportive. Pur senza aver mai vinto il titolo mondiale, la superbike tedesca ha contribuito all'evoluzione del suo segmento. Che futuro la attende? Ripercorriamo le tappe di questo straordinario progetto BMW.

9 aprile 2021 - 10:00

Continuazione dalla [seconda parte]

Così come il panorama delle moto sportive è maturato nel corso di dieci anni, anche la BMW S1000RR necessitava di un approccio tutto nuovo per il modello di terza generazione. BMW è partita dal foglio bianco con pochi, ma ambiziosi obiettivi: dieci Kg in meno, un secondo al giro più veloce. Per il 2019, la supersportiva tedesca è tutta nuova, un progetto per certi versi irriconoscibile al primo sguardo. Le linee della carenatura, in effetti, non hanno molti punti in comune con la precedente versione, a cominciare dai gruppi ottici -a led- ridisegnati e simmetrici. Sul fianchetto di destra rimane il tema della presa d’aria a forma di branchia di squalo, ma per il resto la nuova BMW S1000RR è una belva dal fisico decisamente più asciutto ed aggressivo che in passato.

BMW S1000RR 2019, riprogettata nei minimi particolari

La strumentazione è ora uno schermo TFT da 6,5” di moderna concezione, dotata di quattro modalità di visualizzazione a seconda delle circostanze di guida, oltre che di un intuitivo controllo sull’elettronica. Il telaio in alluminio, denominato “Flex frame”, spinge ulteriormente in alto l’asticella qualitativa dello schema doppio trave. Concepita per sfruttare il motore come elemento stressato, la nuova struttura è più leggera e stretta che in precedenza ed ottimizzata per essere snella fra le gambe del pilota. Il cannotto è ancora più chiuso, portando l’avancorsa a soli 93,9 mm. L’interasse, dal canto suo, si allunga di 9 mm: per la Casa tedesca questo è il modo ideale di ottimizzare le doti dinamiche della propria supersportiva. Il bilanciamento è più caricato sull’anteriore, passando dal 52,3% al 53,8% del peso. Anche il telaietto posteriore è tutto nuovo, ora a traliccio.

Fasatura variabile “Shiftcam” per migliorare la curva di coppia

Il motore mantiene, in pratica, solamente lo schema tecnico a quattro cilindri in linea. Alleggerito di 4 kg, e con 207 CV a 13.500 giri senza perderne in valore di coppia, il cuore della S1000RR guadagna in raffinatezza e prestigio dei materiali. Gli steli valvole sono in titanio e tutto il condotto di aspirazione, compresi i cornetti a lunghezza variabile, ha un nuovo design. La coppa dell’olio è più profonda, conformata in modo tale da permettere un pescaggio ideale anche in caso di accelerazioni estreme. La chicca, però, è il nuovo sistema di distribuzione a fasatura variabile “Shiftcam”: grazie a due profili differenziati per le camme di aspirazione è possibile ottimizzare il rendimento tanto ai bassi e medi, quanto agli alti regimi.

Sospensioni Marzocchi ed un pacchetto elettronico quasi da corsa

Il potenziale travolgente del motore va a braccetto con un’elettronica completa, che fa affidamento sulla piattaforma inerziale a sei assi. Quickshifter, anti-impennata, regolazione del freno motore e launch control sono parte dell’eccellente pacchetto elettronico della S1000RR di terza generazione. Ovviamente, attraverso i riding mode l’aspetto della gestione motore è integrato con il comparto sospensioni. La nuova dotazione è marchiata Marzocchi ed è caratterizzata sia da una maggior efficacia sotto stress, grazie alla nuova posizione dell’ammortizzatore più lontana dal calore del motore, sia da semplicità nella regolazione meccanica ed elettronica. I freni abbandonano il marchio Brembo e le pinze radiali diventano BMW (Hayes), con ABS cornering di serie. Grazie anche ai cerchi alleggeriti di 1,6 Kg, alla fine il risparmio totale è di 11 Kg, superando le aspettative e consentendo un peso in ordine di marcia di 195 Kg. Volendo acquistare l’M package con cerchi in fibra di carbonio, il valore sfiora i 193,5 Kg.

BMW S1000RR 2019, più orientata alla pista

La nuova posizione di guida è più raccolta e nettamente caricata in avanti, ma resta dentro a limiti di abitabilità da moto stradale. Il motore è, come sempre, potentissimo: oltre ad un allungo esagerato ora c’è un tiro molto più lineare e coerente. La BMW S1000RR diventa non solo più svelta, ma anche più comunicativa nelle reazioni della ciclistica, con tutti i vantaggi derivanti dal pacchetto elettronico poco invasivo. Per certi versi similmente alle sue rivali europee, la quattro cilindri di Monaco si specializza un po’ di più verso l’uso in circuito. Comunque, la sua personalità resta fedele all’incredibile motore che ha conquistato tutti sin dal debutto. Ci sono somiglianze tra la nuova moto e l’estrema HP4 Race, ed in definitiva si può affermare che è stato fatto un ulteriore balzo generazionale.

Un progetto che ancora fatica a prendere il volo in WSBK

Purtroppo, la controparte da gara non ha ancora dimostrato di poter lottare per il tanto agognato titolo mondiale Superbike. Pur avendo a diposizione un ex-campione del mondo come Tom Sykes, il bottino per il 2019 è di quattro podi e nessuna vittoria. Il 2020, con i problemi del Coronavirus ed il calendario concentrato in circuiti poco favorevoli, è deludente. BMW ha scelto di scommettere sul giovane Michael van der Mark per rafforzare il team in vista del 2021. La storia è ancora tutta da scrivere.

Rimani sintonizzato! Continua nella [Quarta parte]

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Foto: PressClub BMW Italia.

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