BMW S1000RR M1000RR

Superbike retrospective: BMW S1000RR, la storia [quarta parte]

BMW S1000RR ha rappresentato una pietra miliare nella storia delle supersportive. Pur senza aver mai vinto il titolo mondiale, la superbike tedesca ha contribuito all'evoluzione del suo segmento. Che futuro la attende? Ripercorriamo le tappe di questo straordinario progetto BMW.

10 aprile 2021 - 10:00

Continuazione dalla [terza parte]

Alla fine del 2020 viene presentato l’aggiornamento 2021 della BMW S1000RR. Questa volta, le differenze sono limitate all’adeguamento alla normativa Euro 5 -per la quale la 2019 era già predisposta- e ad una variazione nelle colorazioni. Il progetto resta sostanzialmente identico, così come le prestazioni dichiarate, ancora al vertice di categoria.

BMW S1000RR, Il motore dei record

Il motore a quattro cilindri linea BMW S1000RR è un trionfo di compattezza e prestazioni. Il sistema Shiftcam a fasatura variabile, la cui introduzione è stata resa necessaria dal contesto tecnico delle supersportive attuali, è sofisticato e studiato per coprire ogni buco di erogazione. Il funzionamento dei cornetti di aspirazione è regolato per ottimizzare il rendimento di questo sistema.

Una ciclistica evoluta negli anni

Il telaio di ultima generazione ha un aspetto ancora più sinuoso ed integrato, garantendo una guida sicura e veloce. Dieci anni di competizioni in tante classi per derivate di serie costituiscono un bagaglio di esperienze fondamentale. Grazie a questo, BMW ha alleggerito il telaio esattamente nei punti che servono. Il magnifico forcellone in alluminio con capriata inferiore possiede, da sempre, anche una squisitezza tecnica: il registro del perno ruota scorre orizzontalmente, annullando ogni variazione indesiderata dell’avancorsa durante la regolazione.

L’elettronica migliora la guida

Il telaietto posteriore in tubi sovrasta la vista del nuovo ammortizzatore Marzocchi regolabile elettronicamente. I registri per la regolazione meccanica sono ben esposti, ma il valore aggiunto per l’utente è la possibilità di regolare tutto dal cruscotto. Le mappature selezionabili determinano infatti, oltre alla risposta del motore, anche il set-up delle sospensioni: Road e Rain le rendono più morbide e adatte agli asfalti irregolari, Track e Race sono di estrazione pistaiola. Invece, le modalità Pro sono personalizzabili a piacere.

BMW S1000RR, varianti cromatiche

L’elegante colorazione 2021 Hockenheim Silver Metallic possiede l’esclusiva dei carter e telaietto in una tonalità simile al magnesio. Oltre a questa, le colorazioni disponibili sono la classica Motorsport ed il nero metallizzato. La lista di optional disponibili per la BMW S1000RR è molto estesa. Si va dai sistemi di scarico sportivi ai kit di protezioni da pista, senza dimenticare la nuova catena di trasmissione Endurance M ed ulteriori funzionalità elettroniche, anche votate alla praticità quotidiana come la porta USB. Per il 2021 si rende disponibile la versione speciale M1000RR, nuova base per competere nel mondiale Superbike.

Progetto M1000RR

Dovendo sottostare a regolamenti sempre più restrittivi per quanto riguarda le modifiche tecniche, BMW coglie la palla al balzo per offrire ai motociclisti una moto ancora più efficace in pista, leggera e potente. A prima vista si notano subito le alette aerodinamiche atte generare deportanza, ma è nei dettagli che la M1000RR stupisce qualsiasi appassionato. Tra parti in carbonio a profusione e componenti alleggeriti e ricavati dal pieno, qui c’è veramente l’eccellenza tecnologica contemporanea. Però, ciò che sta sotto al vestito è ancora più importante, perché M1000RR guadagna 5 CV rispetto alla sua controparte S1000RR. Questo risultato è reso possibile da nuovi componenti interni come pistoni forgiati e bielle in titanio.

Il prezzo, chiaramente, è impegnativo: 33.800 euro, contro i 19.550 che occorrono per portarsi a casa la BMW S1000RR base (ma che lievitano facilmente con gli optional).

Confronto: BMW M1000RR stradale e preparazione WSBK

In passato, i fortunati che hanno potuto provare le versioni da gara derivate dalle sportive stradali hanno potuto constatare l’enorme differenza tra le due configurazioni. Di conseguenza, non ci si può attendere di meno dalle M1000RR Superbike 2021. Certo, non possiamo ancora conoscere il rendimento in gara della nuova moto, ma possiamo notare quelli che sono i particolari rimasti in comune tra i due modelli. Le differenze tra le carenature devono essere minime, quindi l’introduzione dei profili alari sulla M1000RR stradale è importante per poter utilizzare questa soluzione anche in gara, similmente a quanto fatto da Ducati.

Alleggerimento e materiali proibiti

Dato che la moto da gara deve rispettare un peso minimo di 168 Kg, viene effettuato un drastico processo di alleggerimento. La conseguenza è una moto sottopeso: il team disporrà apposite zavorre nei punti migliori a favorire il bilanciamento. Eliminate le sovrastrutture necessarie all’omologazione, es. fanaleria e struttura portatarga, ogni componente di cui viene equipaggiata la superbike è più leggero rispetto a quello che sostituisce. Ne sono esempio le pinze freno Nissin, i piedini forcella, il radiatore e le pedane del pilota. Anche se i cerchi di serie della M1000RR sono sofisticatissimi ed in carbonio, non possono essere utilizzati perché il regolamento vieta espressamente l’uso delle fibre composite in questo contesto: ecco perché vengono rimpiazzati con cerchi in alluminio, comunque molto leggeri.

Pochissime modifiche per il telaio, ma forcellone specifico

Lo scarico completo in titanio Akrapovic rappresenta una scelta obbligata. Nelle competizioni viene rimosso ogni apparato di riduzione delle emissioni, al fine di fare esprimere al motore tutta la sua immensa cavalleria. Pur dovendo utilizzare in larga parte componentistica presente sulla moto di serie -opportunamente equilibrata e selezionata- dall’esterno il propulsore appare come un’incognita. Infatti, i segreti in merito alla sua preparazione sono gelosamente custoditi dalla Casa. Il telaio deve rimanere originale, anche se sono permesse alcune modifiche di contorno, come eventuali fori di fissaggio. Invece, il forcellone per regolamento è libero e risulta oggetto di continua evoluzione e sperimentazione, tant’è che BMW ha portato una novità nei recenti test di Barcellona.

M1000RR, più vicina di tante alla WSBK

Generalmente, la politica di contenimento dei costi in Superbike ha imposto condizioni che limitano la possibilità di modifica di alcuni componenti. Il serbatoio può subire poche variazioni nella sua forma e posizionamento e le sospensioni hanno un prezzo calmierato, inoltre non possono essere comandate elettronicamente. Ovviamente, i cablaggi del comparto elettronico sono semplificati e diversi dalla moto di serie. D’altro canto, sono concepiti per l’ambito di gara, così da rendere possibili controlli elettronici ad hoc. M1000RR in versione stradale resta una delle più sofisticate supersportive mai prodotte. In particolare, BMW mette nelle mani degli amatori un livello prestazionale vicino a quello di una Stock 1000 di poche stagioni fa, arricchito da soluzioni tecniche persino proibite nel vero mondo delle competizioni. Tuttavia, la differenza tra una moto omologata per la strada ed una moto da corsa resta ancora molto marcata.

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Foto: PressClub BMW Italia.

1 commento

walterguzzi
17:20, 10 aprile 2021

una moto che non ha mai vinto niente però i tedeschi sono dei bravi venditori

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