Dean Berta Vinales

Dopo un’altra tragedia correre o stare in silenzio? La coperta è corta

Dean Berta Vinales, 15 anni, è morto in pista. Correndo, e correre è pericoloso. Adesso che si fa? Restare in silenzio o ripartire a tutto gas? La famiglia Vinales ha chiesto che si corra

25 settembre 2021 - 19:49

Di Massimiliano Cocchi

Dalle 13,53 a ora nessuno nel paddock ha più acceso una moto. Solo silenzio. Sono tutti nei loro box, poche parole.

Verso le 19,05 esco dalla sala stampa e trovo la tenda del box del team Vinales aperta.  La moto di Dean Berta Vinales è al suo posto sul tappeto, la carena non ha un graffio, il casco è sul serbatoio. Dietro al banco dal lavoro c’è ancora un uomo, non lo conosco, forse è il telemetrista. Quando ha visto che mi avvicinavo si è alzato e ci siamo abbracciati. Forte. Abbiamo guardato quella moto, ci siamo guardati e abbracciati di nuovo. Ancora più forte, come per farci forza. Non ci siamo scambiati neanche una parola. Non serviva. Lo sappiamo benissimo che è uno sport pericoloso, così come sappiamo di non essere preparati a queste cose.

Dean Berta Vinales è morto poche ore fa in pista, durante una gara. Era un ragazzino di 15 anni, ma era un pilota. E i piloti corrono. Domenica  si corre, gira voce nel paddock. E se non si corre si agevola una casa o un pilota davanti in campionato. E se si corre è tutta colpa dei soldi e del business. E se ci di si ferma anche domani che senso ha andare a Portimao tra quattro giorni? Ho come la sensazione che la coperta sia corta.

E allora si corra, semplicemente, perché la famiglia di Dean ha chiesto così per onorare il figlio.

RIP Dean  🙏

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