Alvaro Bautista

Alvaro Bautista, che succede? “La Honda è in forte ritardo”

Il vice iridato chiude la prima giornata di test a Portimao in fondo alla classifica, lontanissimo dalla sua ex Ducati. "Stiamo pagando i due giorni persi a Jerez"

27 gennaio 2020 - 7:36

Hai voglia dire che i tempi dei test non contano, ma Alvaro Bautista non ha fatto salti di gioia concludendo la prima giornata di test a Portimao in coda alla classifica, con 15° tempo. Con la stessa Ducati che guidava lui nel 2019, il nuovo arrivato Scott Redding è stato due secondi  e mezzo più veloce (qui tutti i tempi). Al netto di 7-8 decimi guadagnati grazie alla gomma da qualifica, fanno comunque 1″7 di divario. Incassati, occorre precisarlo, sullo stesso tracciato di Portimao dove Alvaro Bautista, lo scorso settembre, si aggiudicò gara 2, in sella alla V4 R. Che sta succedendo nel box Honda HRC?

“JEREZ CI HA CREATO PROBLEMI”

“HRC ha portato molte nuove parti a Jerez, ma non abbiamo potuto testarle lì a causa del maltempo” è stata la spiegazione di Alvaro Bautista. “Qui a Portimao abbiamo speso l’intera prima giornata per verificare queste novità. Diciamo che abbiamo passato più tempo fermi ai box che in pista, ma in questo momento la cosa più importante da fare è capire in quale direzione andare. Anch’io vorrei che fosse tutto già a punto, entrare dentro e preoccuparmi solo di spingere forte. Ma la Honda è una moto nuova, è normale in questa fase di sviluppo avere parecchie cose da fare. Certo è che aver perso le due giornate di Jerez è stato un bel problema. Siamo in ritardo sul nostro programma, per cui non so ancora immaginare a che punto saremo in Australia”. 

IL PRECEDENTE DUCATI

Anche nei test invernali di un anno fa, alle prime armi con la Ducati, Alvaro Bautista non brillava. Ma non era certo così in basso. Inoltre a Phillip Island, tracciato dov’è sempre stato fortissimo, riuscì a fare lo step definitivo, centrando una fantasmagorica tripletta. Allo stato attuale appare abbastanza difficile che fra un mese possa fare lo stesso con la Honda. “Il potenziale di questa moto è fantastico” mette le mani avanti il vice iridato. “Finora non abbiamo messo insieme tutte le parti correttamente. Ci sono cose che mi piacciono, altre da rivedere. E’ un lavoro faticoso, che non ti aiuta a diventare più veloce. Ma non abbiamo un team di sviluppo, quindi dobbiamo far fronte. Non è una situazione drammatica, ma al momento non sono ancora pronto per andare al limite.

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