Scott Redding

Superbike Test Portimao: Scott Redding, con la gomma soffice si vola

Il neo ducatista monta la gomma da qualifica e balza in vetta alla classifica del primo giorno a Portimao. La Yamaha insegue, vicinissima. La Honda è in forte ritardo

26 gennaio 2020 - 18:02

Scott Redding è stato il più veloce nella prima giornata di test Superbike a Portimao. Su pista asciutta e condizioni meteo più che accettabili, il neo ducatista ha stampato un ottimo 1’41″179, con gomma da qualifica. Ma anche in configurazione gara è riuscito ad abbattere il muro di 1’42”, scendendo fino a 1’41″9. Considerando la traiettoria ancora poco gommata, sono riferimenti d’eccellenza: Redding è sceso sotto il primato in gara, 1’41″272, mettendo nel mirino il record assoluto (gomma da qualifica) 1’40″372. Entrambi i primati appartengono a Jonathan Rea, che non prende parte a questi collaudi e girerà domani a Barcellona, insieme al neo acquisto Kawasaki, Alex Lowes.

YAMAHA IN GRAN FORMA

La Pirelli ha lasciato ai team una gran mole di materiale da testare, anche una “evo” che non c’è stato modo di verificare a Jerez, causa maltempo. Ma nei box ciascun pilota dispone anche di alcuni treni da qualifica, che verranno “sparati” da qui a lunedi pomeriggio, a discrezione delle squadre. Redding ha preso tutti d’anticipo: andare a cena al comando della classifica dà una bella sensazione… Ma dietro la Ducati V4 R si è messa in gran luce la Yamaha, al gran completo: Loris Baz, ancora con il motore 2019, è stato velocissimo, più degli “ufficiali” Toprak Razgatlioglu e Michael van der Mark. L’impressione è che la Yamaha, con la nuova versione R1, abbia compiuto un consistente salto in avanti. E Loris Baz, distaccato al team Ten Kate, promette di essere una bella mina vagante.

EUGENE LAVERTY LUCI E OMBRE BMW

Quinto crono per la BMW dell’irlandese Eugene Laverty, che a Portimao è sempre andato fortissimo con tutte le moto che vi ha guidato. Al netto della gomma da qualifica di Redding, il divario dal vertice non è così ampio come lascerebbe intendere la classifica finale dei tempi tutta da interpretare. Non tutto è filato liscio però: a metà pomeriggio la S1000RR si è fermata in pista, avvolta da una nuvola di fumo. Tom Sykes, con l’altra BMW, alla fine si è incollato al nuovo compagno.

BAUTISTA MOLTO INDIETRO

E la Honda? Finora non si è proprio vista. Alvaro Bautista è addirittura quindicesimo, parcheggiato a distanza siderale dalla Ducati. Un pò meglio Leon Haslam, nono, con 1’42″967. Non dimentichiamo però che anche la Ducati V4 R nei test invernali 2019 non aveva brillato. Poi, in Australia, fece il pieno. Quindi andiamoci piano con i giudizi a gennaio, anche se mancano appena tre giorni di test al debutto Mondiale: ne resta uno a Portimao (lunedi 27 gennaio, ore 11-18), gli ultimi due a Phillip Island a ridosso del primo round.

I TEMPI DEL PRIMO GIORNO 

1.Redding (Ducati) 1’41″179; 2. Baz (Yamaha) 1’41″572; 3. Razgatlioglu (Yamaha) 1’41″881; 4. van der Mark (Yamaha) 1’42″057; 5. Laverty (BMW) 1’42″661; 6. Sykes (BMW) 1’42″740; 7. Davies (Ducati) 1’42″749; 8. Cortese (Ducati) 1’42″936; 9. Haslam (Honda) 1’42″967; 10. Gerloff (Yamaha) 1’43″031; 11. Rinaldi (Ducati)  1’43″281; 12. Mercado 1’43″343; 13. Fores (Kawasaki) 1’43″490; 14. Caricasulo (Yamaha) 1’43″533; 15. Bautista (Honda) 1’43″662; 16. Barrier (Ducati) 1’44″016; 17. Ponsson (Aprilia) 1’44″035.

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