Guido Pini passerà in
Moto2, accordo biennale con SpeedRS e Boscoscuro. La svolta per la carriera del giovane toscano?
Nel corso del weekend ad Aragon è arrivata l'ufficialità di una voce che circolava da tempo:
Guido Pini lascerà la Moto3 per passare in Moto2. Sarà una sfida totalmente tricolore, visto che correrà nel biennio 2027-2028 con una Boscoscuro e per la squadra ufficiale SpeedRS. Celestino Vietti
è già confermato altrove, il giovane toscano affiancherà quindi Luca Lunetta, al debutto quest'anno nella classe intermedia. La Moto2 sarà sicuramente una moto più adatta al suo fisico, nello specifico alla sua altezza, ma rimane uno scoglio difficile e fondamentale per la MotoGP: come se la caverà?
Biennio Moto3 di (pochi) alti e (tanti) bassi
Il salto in Moto2 arriverà dal 2027, per il momento c'è da concludere l'esperienza nella classe minore del Motomondiale. Dispiace dirlo, ma la giovane promessa di Scarperia al momento ha ottenuto ben poco... Dopo lo storico titolo European Talent Cup (unico italiano ad aver vinto il monomarca Honda nell'attuale FIM MotoJunior), gli occhi si sono puntati sui suoi progressi, con la grande speranza che potesse sollevare le sorti di una difficile situazione italiana a livello di giovani promesse delle due ruote. Arriva l'accordo con Emilio Alzamora, nel 2024 salta parecchie gare tra JuniorGP e Rookies Cup per infortuni, ma nonostante tutto strappa il 2° posto nel Mondialino e quindi il pass per il Mondiale Moto3, siglato con Intact GP ed una KTM. Rilevando a sorpresa il posto di Tatsuki Suzuki, di colpo senza sella e poi ritirato come pilota, per poi avviare una nuova carriera come
tecnico sospensionista per Andreani.
Tornando a Guido Pini, ecco quindi il salto mondiale nonostante i 18 anni non ancora compiuti. È un anno di debutto complesso per il mugellano, che alla fine porta a casa la prima pole position (GP Repubblica Ceca) ed il primo podio (GP Indonesia). Quest'anno cambia tutto: lascia KTM, costruttore con cui ha corso anche nel JuniorGP, per Honda e lascia Intact GP per Leopard Racing. I test invernali si erano rivelati incoraggianti, la strepitosa prima vittoria arrivata ad Austin sembrava la svolta. Sembrava: è l'unico acuto quest'anno, in seguito arrivano cinque zeri tra ritiri e piazzamenti fuori dai punti, due top 10 e altre tre zone punti, pur ai margini della top 15. Un bilancio scarno per il giovane toscano, ma mancano ancora vari GP, vedremo se ci sarà qualche progresso prima del salto Moto2.
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