Ad inizio febbraio
Tatsuki Suzuki ha annunciato ufficialmente l'addio alle competizioni. Un mese dopo ecco confermato il nuovo capitolo grazie all'
accordo con Andreani Group,
eccellenza italiana delle sospensioni. Dopo un decennio nel Mondiale Moto3 è passato 'dall'altra parte', in un ruolo tutto nuovo, seguendo in particolare due piloti del Campionato Italiano Velocità. In occasione del primo round del 2025 a Misano ci siamo fatti raccontare cosa fa e com'è questo cambiamento.
Tatsuki Suzuki, ci racconti di questo tuo nuovo ruolo in Andreani?
Quest'anno seguo Davide Stirpe nel CIV Production Bike e un giovane nel CIV Moto3, Jacopo Villani. Provo a dare supporto tecnico e anche meccanico, di revisione. È bello aiutare i piloti ad andare più forte. Mi baso solo sull'esperienza fatta fino ad oggi e cerco di trasmetterla in questo nuovo mondo, ma per me è tutto nuovo, c'è tanto da imparare.
Come ti trovi, com'è questo passaggio? Ti piace?
Sì molto! Diciamo però che è un po' strano, sono sempre stato dal lato di chi prova dentro la pista e adesso sono dall'altro lato. Sono sempre stato comunque incuriosito, volevo approfondire questo lato di mondo. Soprattutto per me le sospensioni sono state una cosa fondamentale da mettere a posto per andare forte. Anche se il motore spinge, se non ho un buon feeling con le sospensioni difficilmente arriva un buon risultato. È una bella avventura.
Quanto ti aiuta l'esperienza nel Mondiale Moto3?
Ci ho lavorato, ma a volte c'è un po' di confusione dentro di me. Uso lo stesso termine col pilota quando torna al box e mi spiega la sua sensazione, ma mi rendo conto che a volte la sensazione è diversa. Magari sono convinto di aver capito una direzione, mentre lui invece spiegava qualcosa di diverso. Devo ancora capire, ma comunque su una pista come Misano conosco anche i piccoli dettagli dell'asfalto e aiuta abbastanza.
Il "Suzuki pilota" è accantonato, o magari ci pensi ancora per il futuro?
Non lo so. Futuro vicino non credo, magari molto più avanti. Farei molto volentieri una giornata di divertimento con gli amici, non credo però di tornare alle competizioni. Non mi manca lo stress delle gare, quando ti alzi la mattina e anche se non sei al 100% pensi che devi vincere. Quella sensazione non mi manca.