La vittoria conseguita al MotorLand Aragón di Alcañiz da parte di Maximo Martinez Quiles se non è una delle più belle della sua giovane carriera, poco ci manca.
Di certo ha messo in mostra quel che è diventato, rispetto al talento grezzissimo emerso dai campionati propedeutici della penisola iberica. Di testa è cresciuto, smussando gli eccessi che lo avevano reso celebre tra contatti ravvicinati del terzo tipo con altri piloti, beccandosi anche una squalifica di un round nella Red Bull MotoGP Rookies Cup 2024 per aver chiuso in pieno rettifilo del Mugello l'incolpevole Ruché Moodley. Oggi MMQ è un altro pilota, con una lucidità e visione di gara non comuni per un classe 2008.
VITTORIA AL RIENTRO DALL'INFORTUNIO
Quella di Aragon forse è la più bella, ma per il motociclista murciano è senza dubbio la vittoria più significativa conseguita finora.
Trascorsi 22 giorni dalla frattura alla clavicola destra riportata a Silverstone con conseguente operazione, Maximo ha corso al... massimo, ma con la testa. David Almansa sin dalle prove è parso un avversario temibile, respingendo i suoi assalti tenendosi qualcosina per il finale. Effettuando uno strappo a pochi giri dal termine, resistendo alla controffensiva del rivale nel concitato ultimo giro. Dai suoi maestri e manager, ovvero i fratelli Marc e Alex Marquez, ha appreso ed imparato come fosse una spugna...
RUOLINO DI MARCIA SENSAZIONALE
I paragoni si sprecano e, in casa CFMOTO Aspar, anche con il recente passato in Moto3 con il magico 2024 vissuto da David Alonso con 14 vittorie nell'arco di una stagione. Per il momento Quiles ne ha conquistate 7 in 12 presenze, mancando il podio nei 13 round in calendario in sole due circostanze: al Mugello per un proprio errore, a Silverstone per l'infortunio in qualifica. Pareggiare o migliorare il record del colombiano di 2 stagioni or sono non è propriamente alla portata, ma con un vantaggio da tripla cifra in classifica può già quasi pensare al suo futuro approdo in Moto2.
RINGRAZIAMENTO AI GATTI
Quiles ha sorpreso tutti per come è cresciuto in un paio d'anni, per la sua condotta di gara in Aragona e persino nei ringraziamenti pubblici. "Devo dire grazie alla mia famiglia, alla mia squadra ed ai miei gatti". Proprio così: gattaro professo e dichiarato, conosciuto adesso al grande pubblico anche per questo.
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