
Una tegola, ma non è l'unico ostacolo da superare. Il crollo (parziale) a Losail nella seconda parte di gara c'è stato, con Valentino che ha alzato i propri riferimenti cronometrici viaggiando dal 17° giro in avanti sull'1'56" alto. Il problema che nei 16 passaggi precedenti non è mai sceso sotto l'1'56" (comunque meglio delle prove), spiccando addirittura al 15° giro il proprio miglior riferimento cronometrico in 1'56"053 nel tentativo di resistere-rispondere agli attacchi di Ben Spies. A sorpasso subito alla seguente tornata c'è stata un drastico calo prestazionale, proprio quando gli avversari (non solo Stoner, ma anche Lorenzo e persino lo stesso Spies) senza troppe difficoltà martellavano sull'1'55". Un calo, più che un crollo, ma in questa MotoGP straordinariamente competitiva sufficiente per alzare bandiera bianca (vedi Dani Pedrosa ed i problemi al braccio sinistro) e concludere in settima posizione da miglior Ducatista in classifica, con la speranza di risalire la china per Jerez dove ci dovrebbero esser "Meno difficoltà", in un tracciato dove la spalla (a suo dire) dovrebbe faticar meno in attesa di tempi migliori. Torna così d'attualità la vittoria dello scorso anno a Sepang, "Quasi un miracolo" per Valentino rispondendo alla teoria della spalla dolorante "a risultato". L'involuzione Ducati Rossi ha parlato soltanto in seconda battuta dei problemi Ducati. "Non c'è solo la spalla naturalmente, dobbiamo anche migliorare la moto perché dall’anno scorso gli altri hanno fatto un passo in avanti evidente". Anche la Ducati, sul piano prestazionale, li ha fatti nell'ordine di qualche decimo. Decimo, appunto, quando Honda e persino la Yamaha in ritardo motoristico si sono di gran lunga migliorate. Se il binomio Rossi-Ducati è tutt'ora un'incognita, resta da spiegare l'involuzione di Nicky Hayden, passato in 12 mesi proprio a Losail dal lottare per il podio (quarto beffato soltanto in volata) a chiudere in nona posizione a 27 secondi dalla vetta.
Piuttosto significativo, anche perchè tutti si ricordano di una Ducati vincente negli ultimi round 2010 con Stoner, in grado a Valencia di qualificarsi in 1° (con l'australiano) e 5° posizione (con Hayden, KO in gara). Riprendendo le parole di Claudio Domenicali al "Wrooom" di Madonna di Campiglio, quest'anno per la Ducati inizia la "terza era" in MotoGP, evitando il confronto con i successi recenti: per i Ducatisti senza dubbio una realtà difficile da accettare. Piano di rilancio Dopo Losail, al box Ducati si riparte da -16: i secondi subiti in gara, i punti di svantaggio in campionato. Ma si può ancora pensare e parlare di obiettivo-mondiale? Se per Valentino l'imperativo è di "Migliorare per la seconda parte della stagione", la risposta non può che esser negativa. Ci sarà tempo per il riscatto, per togliersi qualche soddisfazione e tornare a vincere magari dal Mugello (o giù di lì), ma in questo momento l'oggettiva realtà non lascia spazio ad ambizioni nell'immediato. E' già la sfida più difficile per Valentino Rossi (e Ducati)?Loading