Dal sogno alla frenata: Celestino Vietti e Tony Arbolino tra podi sporadici, infortuni e scelte che non pagano.
Erano considerati due grandi promesse tricolori della
Moto2 dopo essersi distinti in Moto3, addirittura si parlava di un approdo non lontano in MotoGP.
Celestino Vietti e
Tony Arbolino però sono da anni impantanati nella classe minore, ottenendo a volte qualche risultato di rilievo ma senza mai riuscire a brillare sul serio. La Moto2 si conferma una classe molto selettiva, capace di segnare il destino di un pilota nella strada verso la top class. Ma un'Italia che arranca nei motori si aspettava molto da entrambi, invece i risultati ci dicono che, dopo gli italiani approdati in classe regina, non c'è più davvero nessuno in grado di emergere nel Motomondiale, ed anche il futuro è tutt'altro che roseo...
Celestino Vietti
La sua carriera in classe minore è stata piuttosto fulminea. Approdato in corsa in Moto3 a fine 2018, nel 2019 ha disputato la sua prima annata completa salendo anche sul podio e l'anno dopo ha ottenuto le prime vittorie, chiudendo 5° in campionato. Nel 2021 ecco che sale in Moto2 con l'allora VR46 Racing Team e si fa già notare nelle vicinanze del podio, raggiungendolo l'anno successivo e anzi mettendo anche a referto le prime vittorie di categoria, prima di una serie di zeri nella seconda metà di campionato. Nel frattempo a metà 2022 il team chiude un accordo con Fantic, che da allora darà il nome alla squadra sostanzialmente rilevandone il posto in Moto2. Vietti inizia il 2023 parte senza infamia e senza gloria, arrivano poi la prima vittoria e un altro podio, prima di un infortunio e altri zeri a fine stagione. Nel 2024 passa in Red Bull KTM Ajo: tre vittorie, un podio, una pole, ma anche due infortuni ed il 7° posto finale. Dal 2025 cambia tutto, passando alla Boscoscuro ed al team Speed Up, ora SpeedRS: l'anno scorso ha chiuso 7° con una vittoria e tre podi, quest'anno in 12 GP ha ottenuto tre podi, due zeri e un piazzamento fuori dalla top 10, attualmente 7° a 85,5 punti dal leader Gonzalez.
Tony Arbolino
Era salito di categoria con un buon curriculum dalla classe minore: in particolare s'è giocato l'iride Moto3 nel 2020 fino all'ultima corsa, cedendo infine ad Arenas ma arginando Ogura per la sua unica vittoria stagionale che è valsa il vice-campionato. Come il collega citato, è passato in Moto2 nel 2021, ci ha messo un po' a fare qualche passo avanti, ma il 2023 sembrava l'anno della svolta. Tre vittorie, svariati podi, due soli piazzamenti fuori dai punti, il vice-campionato per il pilota lombardo con Acosta campione. Nel 2024 invece il netto passo indietro: solo nella seconda metà di stagione si vede qualche lampo, ovvero tre piazzamenti sul podio consecutivi, nonché gli unici dell'anno. Nel 2025 cambia tutto, lascia la moto KALEX per la Boscoscuro ma, dopo un buon inizio, il tonfo a livello di risultati... Quest'anno è tornato col marchio tedesco ed il team Fantic, ma sta faticando molto: dopo 12 GP il miglior piazzamento è un 7° posto in Brasile, la svolta poteva arrivare nello
scorso GP a Silverstone ma ecco la caduta quand'era scatenato in rimonta e ormai in zona podio. Una scena che ha fatto disperare anche l'amico Quartararo che lo stava seguendo dal muretto.
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