Superbike: Tutti contro la Ducati “Dorna ha visto com’è la situazione”

Superbike in ebollizione: la marca italiana è sempre più nel mirino delle avversarie. Dorna si trova in una situazione assai delicata

4 aprile 2019 - 12:43

Nel paddock della Superbike sta montando la fronda contro lo strapotere tecnico che la Ducati ha mostrato nelle due gare d’apertura in Australia e Thailandia. Ad Aragon (qui gli orari TV) pochi vogliono esporsi dell’argomento, ma gli avversari hanno già puntato il dito contro le sei vittorie (a zero) che Alvaro Bautista ha infilato fra Phillip Island e Buriram. La pressione sul promoter Dorna si alza con l’avvicinarsi del terzo round al Motorland di Aragon. Tracciato di casa del leader del Mondiale e, con quel rettilineo lungo un chilometro, potenziale terreno di caccia per la Ducati V4R.

LA PRESSIONE SALE

Gli sconfitti pongono l’attenzione sul vantaggio che Alvaro Bautista ha fatto pesare non solo in velocità massima (pesa appena 54 chili…) ma anche a fine gara: nessuno, sui due tracciati extraeuropei, aveva mai vinto con tali margini. Guim Roda, capo del team ufficiale Kawasaki, ha rilasciato a Speedweek questa sommaria ma significativa dichiarazione: “La Dorna ha visto bene come Bautista ha superato Rea in Thailandia, un divario del genere rende difficile per un pilota combattere” ha dichiarato il manager spagnolo.  “Non credo che una differenza così marcata sia giusta.  Ma non posso dire molto a riguardo. Vedo solo quello che vedo. In Australia abbiamo anche visto in quali sezioni Bautista faceva la differenza.”

PESO POLITICO

La situazione è assai diversa dal passato, cioè quando a dominare era la stessa Kawasaki con Jonathan Rea. Il peso “politico” degli sconfitti fino alla passata stagione era assai scarso, perchè il principale antagonista – la stessa Ducati – sapendo che sarebbe presto passata alla configurazione quattro cilindri non aveva alcun interesse a perorare la causa del bicilindrico a discapito della configurazione tecnica concorrente. Nonostante tutto ciò, alla Kawasaki a fine 2017 vennero imposti 1100 giri motore in meno. Senza contare la norma salva-show, introdotta apposta perchè almeno in gara 2 Jonathan Rea partisse a metà schieramento. In effetti nel 2018 il nordirlandese è scattato 11 volte in terza fila. Riuscendo quasi sempre a recuperare dopo pochi giri.

DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

Adesso che ben cinque Costruttori sono impegnati in forma ufficiale (contro tre di anno scorso…) Dorna deve far fronte ad una situazione ben più delicata da gestire. Per altro il regolamento tecnico sembra scritto apposta per generare polemiche e malumori (ecco le regole). L’equilibro prestazionale è imposto per legge e se capire come bilanciare  non basta il famoso algoritmo che prende in esame tantissimi parametri, il promoter dispone anche di una norma che le assegna pieno diritto di cambiare le carte in tavola d’imperio. La Ducati è nel mirino anche per la scelta di introdurre in Superbike una tecnologia (anzi, una moto completa…) direttamente dalla MotoGP. Carmelo Ezpeleta l’anno scorso predicava una Superbike molto legata alla serie, e una forte riduzione dei costi. In realtà la svolta Ducati sta portando il campionato nella direzione opposta.

4 commenti

Rovigno
19:02, 4 aprile 2019

Se voglio, la Panigale V4 posso comprarla, la M1 no. Chi è lo sprovveduto che fa ricerca e sviluppo in MotoGP e non la traduce nella produzione di serie, soprattutto se può contare su un mercato?

    Ringhietto
    11:12, 5 aprile 2019

    Concordo con te, la MotoGp dovrebbe permettere di sviluppore qualunque soluzione vincente da trasferire poi alla produzone di serie e quindi, attraverso la SBK (sarebbe meglio dire la Superstock), dimostrare che il prodotto ottenuto e messo alla portata di ogni utilizzatore è il migliore. Fatto questo si slavano capra e cavoli, per cui nessuna sovrapposizione tra categorie, “nessun” costo per correre in SBK e quindi più squadre, anche private e piloti in griglia.
    Siccome questo è troppo semplice per Dorna via a regolamenti assudi in entrambi i campionati con conseguente confusione

Ringhietto
15:21, 4 aprile 2019

Dorna parla e non agisce, e quando agisce non sa muoversi come dovrebbe, come quando ha introdotto la cetagoria EVO e non ha obbligato le squadre ufficiali a uniformarvisi.
Quella era il futuro/salvezza della SBK ma è stata affossata in meno di 2 anni e ora siamo qui a sentire ancora una volte le stesse storie e le lamentele da team e costruttori.
La SBK deve tornare ad essere “stock”, non cedo quale sia la difficiltà o la paura dei costruttori: a quel punto chi mette sul mercato (diciamo 15.000 esemplari?) la moto migliore e la tecnologia migliore vince.
Tutto il resto è trito e ritrito…

    marcogurrier_911
    21:40, 4 aprile 2019

    Assolutamente si , sono d accordo.
    @Rovigno: non ritengo Yamaha sprovveduta, al contrario un altro Costruttore che fa il furbetto, e L ha sempre fatto (basta studiare la storia di vent’anni fa del Campionato WSBK)

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