I regali più belli, si sa, sono quelli inaspettati. Alla vigilia del penultimo appuntamento stagionale del
CIV Superbike 2024, svoltosi al Mugello nel week-end appena trascorso, le chance di vedere Michele Pirro chiudere in anticipo i
giochi-campionato erano poche. Ciononostante, sul tracciato fiorentino è successo di tutto e il contrario di tutto. Servendo su di un piatto d’argento al portacolori Barni Spark Ducati le combinazioni di fattori e risultati congeniali per anticipare la festa.
Da una parte l’incredibile uscita di scena in Gara 1 (per la rottura del radiatore provocata da un sassolino…)
di uno sfortunatissimo Alessandro Delbianco, dall’altra
la penalizzazione per track limits inflitta allo stesso ‘DB52’ a Gara 2 ormai conclusa. Così Pirro si è riappropriato dopo un solo anno del numero 1 sul cupolino della propria Panigale V4 R. Potendo correre senza pressione alcuna in vista della finalissima di Imola in agenda a fine mese.
MICHELE PIRRO RAGIONIERE
I 52 punti di margine rispetto a Delbianco, su 75 allora a disposizione, hanno invitato il tester Ducati MotoGP a rivedere il proprio atteggiamento nella seconda manche. Ha corso da ragioniere in stile Gara 2 di Imola 2022, massimizzando le occasioni favorevoli. Come le scaramucce all’ultimo giro tra gli alfieri DMR Yamaha per tagliare il traguardo al 3° posto prima della promozione “a tavolino”: “Non volevo assolutamente prendere rischi” ha ammesso il diretto interessato. In termini di risultati conseguiti è sempre più nella storia del motociclismo italiano. Se poi ci si mette anche la buona sorte diventa davvero ingiocabile: “Il verde mi ha aiutato - in riferimento alla penalità che al termine della corsa ha fatto scivolare Delbianco da 2° a 3° consegnando per l’aritmetica il titolo nelle mani di Pirro - il regolamento in questi casi tuttavia parla chiaro”.
FRECCIATA A RICCARDO RUSSO
Per raggiungere l’obiettivo, Pirro non ha mai corso oltre il limite. Spesso, persino subendo manovre discutibili da parte degli avversari. Riccardo Russo in primis, protagonista in tutti i sensi del week-end del Mugello. In positivo, per la ritrovata competitività che gli ha permesso di lottare coi migliori e riassaporare la gioia del podio in Gara 1. In negativo, per l’aggressività mostrata in vari frangenti di Gara 2 senza guardare in faccia nessuno, nemmeno il compagno di squadra Delbianco a sua volta in lotta per il titolo. Una condotta di gara giudicata da Pirro fin troppo eccessiva. Pur non menzionando esplicitamente il collega: “Il pilota #84 era indemoniato, ho visto delle cose abbastanza aggressive. Sembrava si stesse giocando il titolo - ha proseguito senza peli sulla lingua - si vede che deve sfruttare al massimo le poche occasioni che gli si presentano”.
DECIMA CORONA TRICOLORE
Vero, in Toscana tutto è girato a suo favore, ma quest’anno Pirro non ha lasciato scampo agli avversari. Sette affermazioni stagionali in 10 gare finora disputate, 81 in carriera, portando a casa il personale decimo titolo CIV (7 in SBK, 2 in Stock 1000, 1 in SSP) che lo consolida al terzo gradino del podio nella speciale classifica dei piloti più prolifici nella storia del campionato italiano. Numeri da grandissimo, riscattando un 2023 falcidiato da qualche errore non da lui e, soprattutto, dai noti fatti di Imola: “Sono trascorsi 24 anni dalla mia prima vittoria in una gara, quando guardo il mio curriculum rimango esterrefatto. In Italia sono il terzo miglior pilota di sempre alle spalle di Agostini e Provini che correvano e vincevano in più categorie nella stessa stagione. Con il talento che madre natura mi ha dato sono convinto che avrei potuto dire la mia anche al Mondiale, ma va bene così. Ho contribuito in maniera importante alla causa Ducati, creando quella che oggi è considerata la miglior MotoGP. Il CIV non avrà lo stesso blasone, anche se rimanere competitivo e imporsi per così tanto tempo è mai facile da nessuna parte”.
PIRRO ESEMPIO PER I GIOVANI
Il pugliese non dimentica l’impegno alla base dei sopracitati successi. Lanciando un messaggio verso chi magari, un giorno, vuole provare a ripercorrere le sue orme: “Il lavoro paga, sempre. Ora che comincio ad invecchiare voglio essere d'esempio per i giovani, non possono pensare di vincere solo grazie al talento. Noto che hanno sempre meno fame e più approssimazione, tendono a distrarsi sui social. In questo sport ci vuole duro lavoro e sacrificio, io lo faccio da 24 anni a questa parte”. Un discorso che non riguarda Luca Bernardi e Alessandro Delbianco, suoi principali contender nel CIV SBK “moderno” reclamando a gran voce un posto nel Mondiale: “Hanno il potenziale per ambire ad una carriera di livello internazionale. Glielo auguro”.
E ADESSO?
Nella più stretta attualità, con il titolo in tasca il 27-29 settembre prossimi farà di tutto per chiudere in bellezza il 2024 nelle ultime due gare stagionali di Imola. Il pensiero in ogni caso è già rivolto a futuro. Alla veneranda età di 38 anni in molti si interrogano, legittimamente, se-e-dove troverà gli stimoli per andare avanti. Michele Pirro, tuttavia, ha lasciato aperta la porta ad una possibile difesa del titolo nel 2025: “All'undicesimo ci penserò da gennaio. In caso, se dico a Marco Barnabò (team manager Barni Racing Team; ndr) che dobbiamo tornare al CIV mi ammazza!”.