Josh Herrin centra un operatore TV e la 5^ vittoria record alla Daytona 200

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sabato, 07 marzo 2026 alle 21:44
Daytona 200
Un'edizione convulsa, ricca di colpi di scena dall'inizio alla fine, ma con l'atteso vincitore a transitare in trionfo sulla Victory Lane. Josh Herrin (Rahal Ducati Moto with Desnuda Organic Tequila) conquista la personale quarta vittoria consecutiva alla 200 miglia di Daytona, la 5^ in carriera pareggiando i conti con Miguel Duhamel e Scott Russell, omaggiato proprio sul suo casco con i colori distintivi di "Mister Daytona". Un successo storico per il due volte Campione AMA/MotoAmerica Superbike, favorito dall'erroraccio a 8 giri dal termine del compagno di squadra PJ Jacobsen, caduto da leader in solitaria.

QUINTA VITTORIA COL BRIVIDO

Sin dalle battute iniziali della contesa Josh Herrin è parso in controllo con la sua Ducati Panigale V2. Le uniche preoccupazioni si sono presentate dalle soste ai box, addirittura tre in questa edizione per via dell'eccessiva usura degli pneumatici e della capienza del serbatoio rivista da regolamento. Nella prima una ripartenza al ralentì l'aveva visto lasciare per strada qualcosa come 9 secondi, recuperati in men che non si dica ricongiungendosi al duo di testa Jacobsen-Escalante. Peggio è andata nella conclusiva sosta, vissuta in contemporanea con il compagno di squadra e rivale nella corsa alla vittoria PJ Jacobsen. Al momento di ripartire, Herrin ha letteralmente preso in pieno un operatore TV (illeso), trovatosi nel mezzo non si sa bene e come.

L'ERRORACCIO DI JACOBSEN

Un incidente grottesco che poteva risultare decisivo per assegnare il bramato Rolex Daytona. Per questo inciampo, Herrin aveva perso 2"6 da Jacobsen, il quale con una sequenza di giri sull'1'49" si era portato con addirittura 6" di vantaggio. Almeno fino ad una caduta inspiegabile ad 8 giri dal termine, con la vittoria ormai nel mirino (per non dire in saccoccia). Finito a terra l'ex pilota del Mondiale Superbike e Supersport, Herrin ha così messo a segno la quinta vittoria record, affermandosi sempre più tra i grandissimi del motociclismo d'oltreoceano.

KAYLA YAAKOV NELLA STORIA

Ducati con Josh Herrin centra la quarta vittoria di fila (quinta considerando l'hurrà di Jason DiSalvo del 2011) alla 200 miglia, con Suzuki rappresentata sul podio dal polesitter Tyler Scott (D30 M4 ECSTAR Suzuki), non da Richie Escalante caduto al 31° giro nel tentativo di riportarsi sotto alle V2 di Herrin e Jacobsen. In una 84esima edizione della "Great American Motorcycle Race" convulsa e rocambolesca, spicca anche il sorriso della 18enne Kayla Yaakov (Rahal Ducati Moto with Droplight), terza battendo in volata l'ex MotoGP Darryn Binder (Celtic/Economy Lube + Tire by Warhorse Ducati), diventando la prima motociclista a salire sul podio alla 200 miglia. Tutto questo a soli 18 anni ed al secondo gettone di presenza all'evento, ribadendo a chiare lettere che il movimento del motociclismo in rosa può annoverare una esponente in grado di riscrivere nuovi record da qui agli anni a venire.

TOP 5 AL DEBUTTO PER DI MARIO

Al debutto alla 200 miglia ed a soli 17 anni ha invece ottenuto una prestigiosa Top 5 il nostro Alessandro Di Mario (Rahal Ducati Moto with Roller Die & Forming). Nonostante una seconda partenza complicata dove non ha potuto tenere la coda del plotoncino di 6 piloti di testa, nell'arco della contesa non ha commesso la benché minima sbavatura transitando al quinto posto sul traguardo. Per la cronaca, il terzo miglior risultato di sempre per un motociclista italiano alla 200 miglia di Daytona, preceduto in questa statistica dal solo (scontato dirlo) Giacomo Agostini, vincitore nel 1974 e quarto nel 1975.
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