“Immagine di Leopard gravemente danneggiata”: il caso che scuote la Moto3

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giovedì, 11 giugno 2026 alle 16:12
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Leopard Racing nell'occhio del ciclone dopo la squalifica shock arrivata in Ungheria. Il team Moto3 pronto alla difesa.
In attesa di conoscere la linea di difesa di Leopard Racing (si procede per vie legali, come vi abbiamo raccontato), rimane lo sconcerto per una squalifica shock che inevitabilmente ha fatto parecchio scalpore. L'accusa di aver manomesso ben due motori sulla moto di Adrian Fernandez è stata respinta al mittente dalla squadra Moto3, che ha dichiarato di avere prove a proprio vantaggio. La questione certo non finisce qui, in attesa di aggiornamenti vi riproponiamo anche le parole del team principal Miodrag Kotur all'emittente francese Canal+: come il direttore tecnico Christian Lundberg, rinnova la determinazione a provare l'innocenza della squadra italo-lussemburghese.

“Una grande sorpresa e una terribile penalità"

Ricordiamo, la squalifica riguarda i primi sei GP stagionali: dopo il Mugello era 3° nella generale, una volta arrivato il doppio comunicato sulla questione motori ecco che Adrian Fernandez è precipitato molto, molto indietro, totalmente fuori dalla lotta di vertice. "Una grande sorpresa e una terribile penalità per noi. Siamo stati convocati dai commissari e dal direttore tecnico poco dopo la MotoGP" ha raccontato Miodrag Kotur, come riportano i colleghi di Paddock-GP. "Ci hanno detto che avevano trovato danneggiati gli adesivi che fungono da sigilli, proprio come un sigillo, il che li porta a dire che il motore è stato aperto, e dopo un'ispezione da parte di Honda, che afferma che il motore è stato effettivamente aperto, ma che non è stato modificato, quindi il motore non presenta irregolarità".
Qualcosa però si stava muovendo già a Le Mans. "Adrian è arrivato secondo e ha effettuato i controlli tecnici, quindi con un solo motore. E dopo quei controlli, tutto era normale" ha proseguito il team principal di Leopard Racing. "Dopo la gara, abbiamo consegnato all'IRTA un motore che era quasi a fine vita. Questo motore, come abbiamo appreso, era stato aperto in Spagna prima della gara, e il rapporto è stato inviato all'IRTA il giovedì precedente la gara. Non siamo stati informati a quel punto, e quindi abbiamo corso normalmente con due motori nuovi, uno per Pini e uno per Fernandez, in Spagna e poi di nuovo al Mugello".
Sorrisi dopo il podio a Jerez, uno dei risultati cancellati. Foto: Social Miodrag Kotur 
Sorrisi dopo il podio a Jerez, uno dei risultati cancellati. Foto: Social Miodrag Kotur 

Il nuovo controllo motori e la squalifica di Fernandez 

La questione però esplode proprio durante il round all'autodromo toscano. "Dopo la gara, due rappresentanti dell'IRTA sono venuti al nostro box. Ho chiesto loro cosa stesse succedendo. Mi hanno detto che c'era stato un sorteggio e che dovevano ispezionare la moto. Ho chiesto: "Quale moto?". Hanno risposto: "Entrambe le moto". Beh, ho detto: "Che strano sorteggio, no?". Ho chiesto loro se lo stessero facendo anche ad altre squadre: "No, no, lo stiamo facendo con voi"" ha ricordato Miodrag Kotur. "Così le due moto sono state portate al parco chiuso, dove sono state ispezionate. Ce le hanno restituite, chiedendoci di smontare i motori e di consegnarci anche il motore usato a Le Mans, quello che era già stato ispezionato lì".
"Abbiamo dato loro tutto. Hanno preso tutto e giovedì ci hanno restituito i due motori che erano stati montati sulle moto di Fernandez (in realtà di Pini) e Adrian, quelli con cui avevano corso al Mugello". Il terzo motore, che Leopard Racing stava aspettando in restituzione, ma ecco la chiamata per informare che, come successo in Spagna, anche a questo motore erano stati riscontrati i sigilli e gli adesivi danneggiati. "Questo li ha portati a credere che questi motori fossero stati aperti. E così, la penalità è stata inflitta" ha aggiunto Kotur. "I motori sono di Adrian, che è stato quindi squalificato da tutte le gare disputate con questi motori, e gli resta solo il Mugello".

"L'immagine di Leopard è stata gravemente danneggiata"

Una vicenda che ha lasciato sconcerto nel paddock della Moto3 ma più in generale dell'intero Motomondiale, data poi la conseguenza pesantissima sia per la squadra che per il pilota. "Questi motori non sono mai stati aperti" ha ribadito con forza Miodrag Kotur. "Conosciamo benissimo le sanzioni che ne possono derivare. I motori non sono stati dichiarati irregolari, intendo dopo l'ispezione, per questo siamo piuttosto sorpresi". Leopard Racing non ha intenzione di lasciar perdere. "Fino all'ultimo grado di giudizio" ha detto Lundberg, e chiaramente Kotur non è da meno.
"Abbiamo presentato ricorso, che è stato respinto" ha ricordato il team principal della squadra Moto3. "Come ogni presunto colpevole abbiamo il diritto di difenderci, quindi stiamo preparando la nostra difesa". Come vi abbiamo raccontato, il team aveva 5 giorni di tempo per rivolgersi al CAI, la Corte d'Appello Internazionale, quindi in questi giorni. "Porteremo avanti questa vicenda fino alla fine. Lotteremo per i nostri diritti perché l'immagine di Leopard è stata gravemente danneggiata" ha sottolineato Kotur. "Dimostreremo che le accuse che ci vengono mosse sono false".
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