Alex De Angelis, team manager BLU CRU Pramac Yamaha Moto2, traccia un primo bilancio della stagione 2025. Una squadra nuova, la crescita, i podi di Guevara e Arbolino... L'intervista
"Una squadra dev'essere una famiglia, quando si sta bene si fa veramente la differenza". Una frase che riassume la filosofia di
Alex De Angelis, team manager di
BLU CRU Pramac Yamaha, squadra MotoGP quest'anno al debutto in Moto2 con
Tony Arbolino e
Izan Guevara. Chiaramente non poteva essere una stagione facile, quanto piuttosto di assestamento, con tante cose da imparare, ma la strada è quella giusta. Era già arrivato un podio con Arbolino ad Austin, nel recente GP Indonesia è stata la volta di Izan Guevara, a conferma dei passi avanti della squadra in totale. Abbiamo parlato con l'ex pilota sammarinese per farci raccontare un po' il dietro le quinte in questa stagione 2025.
Alex De Angelis, come commenti il podio di Izan Guevara?
È una grandissima soddisfazione! Parlando per lui, se la meritava da tempo. Era diventato uno dei piloti Boscoscuro più costanti, in più aveva fatto vedere da tempo che il suo problema era la posizione in griglia. Nelle qualifiche non riusciva mai ad essere così davanti, ma in gara più di una volta ha mostrato un ritmo da podio. Infatti alla prima occasione in cui è partito dalla prima fila, ha portato a casa il podio! È stato molto, molto bravo.
Oltre al pilota, quanto vale questo risultato per il team?
Vuol dire tanto, un podio dà sempre morale a tutti, quindi fa bene. In questo caso però parliamo di una squadra nuova, e non è che abbiamo preso un team già fatto da un'altra parte e messo con questi colori, ma sono singoli poi messi assieme. È una squadra creata davvero da zero. Questo podio quindi, oltre al morale, dà la consapevolezza che siamo un team forte. È il primo anno ma abbiamo ambizioni importantissime: già siamo andati a podio con tutt'e due i piloti, ma non ci basta, vogliamo migliorare ancora. I piloti devono andare forte in pista e noi dobbiamo andare forte nell'aiutarli a trovare il risultato. Dobbiamo essere squadra in tutto e per tutto.
Aiuta l'armonia che s'è creata nel corso della stagione, giusto?
Posso dire che questa s'è creata quasi da subito. Quello che s'è invece instaurato con il tempo è stato il legame "tra le due squadre", tra la parte di Izan [Guevara] e quella di Tony [Arbolino]. Quando un pilota rientra e l'altro è in pista, i meccanici che hanno la moto in pista danno subito una mano a chi s'è fermato. C'è una collaborazione nel team non facile da vedere e non scontata, è una cosa che mi fa particolarmente piacere. Quando devi amministrare una squadra così diventa tutto più facile, essendo al primo anno in Moto2 fa ancora di più la differenza.
Come valuti finora il Mondiale Moto2 2025 della squadra?
È stato difficile specialmente all'inizio. Si pensava di partire da un pacchetto tecnico già rodato, a livello di moto, sospensioni, gomme... Invece all'inizio un po' tutti abbiamo avuto difficoltà. C'è stata alternanza tra i vari piloti: una volta andava forte uno, poi un altro. C'era sempre qualche Boscoscuro che andava forte, voleva dire che il potenziale c'era, ma in pochi sono riusciti a rimanere sempre davanti con costanza. C'erano problemi nelle squadre già rodate, figurarsi nel nostro caso, con anche il capotecnico di Arbolino in arrivo da KALEX.
A proposito, come sta Tony Arbolino?
Se non era per il discorso del braccio operato, sarebbe riuscito anche lui a fare podio in Giappone. Purtroppo a pochi giri dalla fine ha dovuto mollare perché non ne poteva più... È stato comunque bravo a rimanere lì, nonostante tutto s'è fatto vedere davanti e addirittura in rimonta. A Motegi, pista molto fisica con frenate importanti, ha fatto molta fatica perché era fresco di intervento, in Indonesia stava già meglio ma ha corso ancora con i punti al braccio. In Australia non li avrà più.
Difficoltà iniziali, ma state arrivando, giusto?
È stato complicato capire tutte le dinamiche e quindi trovare il bandolo della matassa, però devo dire che ci siamo arrivati. È stata tutta una novità di base, siamo stati chiamati veramente ad uno sforzo importante, soprattutto dei tecnici che hanno lavorato tanto anche da casa, guardando i dati degli anni precedenti, per capire come fare per recuperare quel terreno che all'inizio ci mancava.
Prima volta da team manager in una squadra Mondiale. Come sta andando?
Io sono partito per fare questo progetto perché mi ha chiamato Gino Borsoi l'anno scorso. Sono stato confermato all'interno della squadra per ultimo, quindi il team era già fatto. La cosa stranissima è che in 20 anni di Motomondiale ho lavorato veramente con tanti meccanici, tecnici, ingegneri, quindi conosco veramente tante persone... E invece non avevo mai collaborato con nessuno di questa squadra! Ero quindi una persona nuova, in una squadra nuova, con persone che non avevano mai lavorato insieme. Il rodaggio è stato particolarmente difficile, ma a maggior ragione ancora più bello! Le cose facili le sanno fare tutti.
Alex De Angelis, qual è la maggiore difficoltà nel tuo nuovo ruolo?
Le difficoltà sono sempre tante. Ho il team nel campionato italiano da 5 anni e bene o male le dinamiche sono simili, con la differenza che nell'Italiano ho scelto io le persone con cui lavorare. Poco cambia, nel senso che nel team Moto2 parliamo di persone che hanno curriculum molto importanti. È stato solo che un piacere essere messo all'interno di una squadra del genere! La difficoltà, da team manager che deve sempre essere informato su tutto, è sempre quella di capire dove e quanto intervenire. Dal tecnico che ha fatto una certa modifica ad un errore del pilota da analizzare, ma sempre con i termini giusti. Non si devono sentire offesi ma aiutati: devi conoscere le persone, capire come reagiscono e quindi dare l'imput giusto. Non è assolutamente facile né scontato.
Momenti positivi e negativi di quest'anno in Moto2?
Ci sono stati dei momenti in cui ho aiutato tantissimo i miei piloti e lì ho visto la differenza, il mio aiuto è servito. Non posso dire in che percentuale, ma la mia parola, il mio consiglio, l'esserci stato, aver fatto o deciso determinate cose, ha dato una mano per raggiungere i risultati. Situazioni difficili ce ne sono state tante, appunto perché abbiamo avuto risultati altalenanti, sia come team che con le Boscoscuro: pensi di aver capito, poi una gara fai bene e quella dopo non arrivi neanche a punti... Bisogna quindi trovare le parole giuste, capire il problema e cercare di non farlo ricapitare. I risultati però stanno arrivando!
Cosa ne pensi finora del tuo 2025? Come ti vedi?
Chi pensa che non deve migliorare è il primo che non ha capito niente. Lo stesso Valentino Rossi ha detto che negli anni ha dovuto cambiare stile di guida per essere al passo coi tempi! Ci sono state delle volte che ho chiesto aiuto a Gino Borsoi, e questa è una grande fortuna, posso solo imparare da lui. È il lavoro che mi piace e che volevo fare, devo migliorare? Sì, però lo voglio fare. Era il mio secondo sogno nel cassetto dopo il pilota, e sono stato chiamato da un team importante, quindi era la cosa migliore che mi potesse capitare.
C'è qualcosa che devi migliorare?
Non c'è qualcosa in particolare. Il team manager fa talmente tante cose... Ogni giorno è diverso. A volte devi agire d'istinto con la tua esperienza, poi magari a fine giornata ci ripensi e ti domandi se non era meglio fare in un altro modo. Cerchi di fare tesoro delle tue esperienze per essere migliore quando ricapiterà.
Come valuti finora la stagione Moto2 dei tuoi piloti? Iniziamo da Guevara, fresco di podio.
Izan indubbiamente sta facendo un percorso di crescita. È partito in difficoltà, anche lui arrivava da KALEX e da un'altra squadra, ma si è sempre migliorato. Una delle forze di Guevara è che dove arriva lì rimane, è difficile che torni indietro. Ora speriamo quindi di non scendere più dal podio! [risata] Sicuramente però è stato un percorso molto, molto positivo, con trend crescente, ed era quello che ci aspettavamo da un pilota giovane come lui. Quest'anno poi s'è fatto tanto male alle dita, ma ci troviamo il lato positivo: anche io in carriera mi sono fatto tanto male alle mani, alle dita, e sapevo quindi cosa fare, come mettere il guanto o determinate medicazioni... Questo in un certo senso ha aiutato a stringere il rapporto, è aumentata la fiducia reciproca.
Cosa ci dici di Arbolino? Sembra un anno di alti e bassi.
Con Tony è stato un pochino più difficile. Siamo partiti quasi subito con un podio, arrivato alla terza gara ad Austin, quindi abbastanza in fretta, e poi purtroppo non siamo più riusciti a ripeterlo, anche se comunque ci siamo andati vicini. Come alla gara del Giappone, proprio perché ultimamente abbiamo trovato la quadra del set up della moto. Arbolino secondo me ha fatto molta, molta fatica ad adattarsi ad una Boscoscuro. Non è una colpa, parliamo poi di una moto che ha vinto tante gare, ma dopo anni con la KALEX... È stato molto difficile per lui.
Boscoscuro non così protagonista come ci si aspettava dopo il 2024, o è un'impressione?
No, è esattamente così, i risultati parlano chiaro. Ma sono riusciti a vincere gare con team e piloti diversi, quindi il potenziale c'è, bisogna solo trovare quel piccolo segreto che ti aiuta ad essere competitivo in tutte le gare, o almeno in più gare possibili, per portare a casa risultati importanti anche per la classifica finale.
Cosa ti aspetti negli ultimi round dell'anno?
Arbolino, se è in forma e gli piacciono la moto e il circuito fin dal venerdì mattina, ha fatto vedere che è un pilota stratosferico, veramente veloce quando è tutto a posto. Mi auguro di vedere ancora qualche gara come quella che stava facendo in Giappone prima del problema al braccio. Per quanto riguarda Izan, l'anno scorso in Malesia ha fatto podio, quindi è già una pista amica per lui. Ci arriveremo nel suo miglior momento di forma e chissà... Non dico altro che porta iella! [risata] Prima tocca all'Australia, pista velocissima, e noi con la nostra moto siamo sempre tra le prime 3-4 velocità. Già è una carta a nostro favore.
Phillip Island poi è una pista che ti piace molto, giusto?
È la pista mia per eccellenza! Ho vinto due volte in Moto2, ho fatto il record della pista... Cercherò di dare qualche segreto, qualche "spinta" dal box. Lo spirito positivo non guasta mai.
Come team, guardando a questa stagione Moto2, c'è qualcosa da cambiare per il 2026?
A livello tecnico spero la squadra rimanga esattamente la stessa. Il team funziona, miglioriamo sempre come feeling dei piloti, qualità delle moto, ecc. Stare ancora insieme può solo aiutarci a migliorare ancora e l'obiettivo è proprio questo: continuare a conoscerci per essere ancora migliori. Come lavoro direi che ci siamo, per un semplice motivo: anche a livello di struttura, tecnica, non è che non ci manca niente, anzi abbiamo più di altri team che fanno il Motomondiale da anni. Questo grazie a Yamaha e Pramac, che ci hanno solo detto di prendere quello che ci serve per vincere. La migliore delle risposte!