La Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto il rinvio a giudizio dell'automobilista coinvolto nel scorso costato la vita all'ex campione del Mondo della MotoGP,
Nicky Hayden.
La richiesta, firmata dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli, è conseguente al deposito delle tre perizie tecniche sulla dinamica. A convincere il magistrato è stata l'analisi compiuta dall'incaricato della procura, il perito industriale Orlando Omicini, ex agente della Polizia Stradale esperto nella ricostruzione di incidenti. E' accertato che l'operaio 30enne di Morciano di Romagna alla guida dell'auto procedesse alla velocità di 70 km/h, in un punto dove vige il limite dei 50 km/h. "
Se l'auto avesse rispettato i limiti sia reagendo e frenando, sia continuando a velocità costante, l'incidente sarebbe stato interamente evitato" e
Nicky Hayden non avrebbe perso la vita, è la conclusione del perito.
La ricostruzione ha anche accertato che
Nicky Hayden, in allenamento con la bici da corsa, non abbia rispettato lo stop e si sia immesso sulla strada principale procedendo a circa 20 km/h, restando investito dall'auto. Per il pilota statunitense ci sarebbe comunque un concorso di colpa nell'accaduto. Adesso toccherà al GIP (Giudice Indagini Preliminari) decidere se ci sono prove sufficienti per mandare a processo l'investitore.
In Spagna, invece, la Corte di Giustizia delle Baleari
ha assolto la turista tedesca che il 27 luglio ad Ibizia investì il 13 volte iridato Angel Nieto, morto due settimane dopo in ospedale.