Formula 1: Mario Andretti e il coraggio di inseguire un sogno

Formula 1
venerdì, 28 febbraio 2025 alle 21:15
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La vita di tutti noi parte sempre in salita, qualsiasi cosa vogliamo sappiamo che dobbiamo farci il “mazzo” per realizzarla. Esiste tuttavia la fortuna, che ci aiuta con degli “assist” che noi dobbiamo cogliere per arrivare all’obiettivo che abbiamo sempre sognato. La storia di Mario Andretti è stata tutta in salita, sin dalla sua nascita avvenuta il 28 febbraio del 1940 in una terra martoriata. Una terra di confine tra l’Italia e la Croazia che lo portò ad abbandonare sin da bambino la sua casa. Lui non si arrese, altro che, l’emigrazione negli Stati Uniti d’America fu una manna dal cielo, tanto da lasciare per sempre il suo segno nella storia, vincendo addirittura un campionato del Mondo di Formula 1.

Andretti e l’esodo giuliano-dalmata

Mario Andretti nasceva a Montana 85 anni fa esatti, in un momento storico come quello degli anni ’40 dove il Mondo ma soprattutto l’Europa era in piena Seconda guerra mondiale. Montana all’epoca era sotto il Regno d’Italia e si trovava sotto la Provincia di Pola. La fine del conflitto fu disastrosa per la nostra Nazione e la Jugoslavia uscita vincitrice si aggiudicò quei territori. Gli italiani furono costretti ad emigrare compresa la famiglia di Mario che si trasferì a Lucca. Qui un giovane Andretti inizia a lavorare per alcune officine e si innamora dei motori, guardando la Mille Miglia. Le condizioni in cui vivevano gli esuli giuliano-dalmati non erano dei migliori, così nel 1955 si trasferì con tutta la sua famiglia negli Stati Uniti D’America grazie ad un visto d’ingresso.  
L’arrivo nella cittadina di Nazareth nello Stato della Pennsylvania è la sua salvezza e la più grande opportunità della vita. Mario riprende subito il suo lavoro da meccanico ma insieme ma comincia anche a pilotare ed esordisce nel 1958. La sua carriera si divide tra l’endurance e il turismo: grazie ai grandi risultati che ottiene, guadagna anche la cittadinanza statunitense. La svolta, tuttavia, arriva quando Andretti sale per la prima volta su una monoposto e torna a sognare il Vecchio Continente. La Formula 1 diventa il sogno di Mario, che dopo aver mostrato il suo talento nella 24h di Daytona va a podio anche in quella di Le Mans. Il suo nome diventa familiare in Europa e nel 1968 sbarca nella master class.

L’esordio di Andretti in Formula 1 giunge proprio in Italia

Il destino volle che l’esordio in Formula 1 di Mario fosse in Italia, più precisamente a Monza per quella che era la nona gara di quell’anno. Un esordio sfortunato che si concluse dopo 10 dieci giri per un problema alla sua Lotus. Mario era orgoglioso delle sue origini ma decise che la sua casa fossero gli USA dove corse un’altra gara quell’anno. Nel 1969 gareggia ancora per il team britannico ma la svolta arriva nel 1971 quando va a correre per la Ferrari. Ora il figliol prodigo era tornato davvero e bagnò l’esordio con la rossa andando a vincere la sua prima gara in carriera.
Mario però non lascerà un grande segno in rosso tanto da vincere solo quella gara. Tornerà in Lotus nel 1976. Il 1978 fu il suo anno: mettendo a segno 6 vittorie con la Lotus79 vinse il titolo mondiale di Formula 1. Guarda caso il titolo giunse proprio a Monza, ma non fu un giorno di festa, anzi di tragedia. Nel groviglio in prima variante perse la vita il compagno di squadra Ronnie Peterson. Quello fu il suo ultimo grande anno, prima di una dolorosa discesa che lo portò nel 1982 ad abbandonare la categoria. La voglia di correre però non gli era passata, e negli USA si concesse una seconda parte di carriera da plurivittorioso, diventando un vero idolo per gli appassionati a stelle e strisce. Si aggiudicò anche il campionato CART, ovvero, quello che poi sarebbe diventato Indycar, il massimo campionato a monoposto statunitense.

La voglia di Mario continua ancora oggi

Andò avanti fino al 2000, tornando in pista per un romantico cameo ne 2003 prendendo alle qualifiche della 500 Miglia. Mario voleva correre la celebre gara a 63 anni, ma un brutto incidente con la sua vettura gli fece capire che il suo tempo era giunto. Mario non volle mai entrare nel team di proprietà del figlio che porta proprio il nome Andretti ma ha comunque continuato a muoversi nel mondo dei motori. Il prossimo anno tornerà addirittura in Formula 1 per collaborare con la Cadillac che farà il suo esordio nel campionato. La storia di Mario Andretti poteva terminare sin da subito, quando costretto all’esilio dalla Dalmazia la sua vita poteva essere molto triste. L’approdo nella terra delle grandi opportunità lo ha per fortuna motivato ed oggi che compie 85 anni, Andretti non ha proprio voglia di mollare con i motori, che gli hanno letteralmente cambiato la vita.
FOTO: Formula 1    

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