Formula 1: La FIA e l'assurda mania del politicamente corretto

Formula 1
mercoledì, 25 settembre 2024 alle 21:00
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Il 2024 rischia di essere ricordato non tanto dalla rimonta della McLaren ai danni della Red Bull, ma più per le prese di posizione discutibile in alcuni campi della FIA. L’organizzazione mondiale che gestisce la Formula 1, tramite il suo presidente Ben Salayem ha dichiarato che via radio si dicono troppe parolacce e che bisogna intervenire. Una dichiarazione che nasce da una visione sempre più bacchettona, ma che snatura l’essenza dello sport e dell’adrenalina. La FIA vorrebbe che al volante ci fossero dei robot capaci solo di guidare e non di avere proprie emozioni o di mostrare come stanno vivendo realmente la gara. Per fortuna i piloti, anche quelli di F1, sono molto diversi.

Via le parolacce dai team radio

Saleyem si è espresso molto bene, le parolacce dei piloti durante i team radio sono troppe e questo è un male per i bambini che vedono la Formula 1. Troppi sono i messaggi che vengono riportanti con i “beep” ed è per questo che la FIA deve intervenire, è convinto il presidente. Una visione sempre più “family friends”, che in realtà, non piace proprio agli spettatori. Gli spettatori vogliono uomini veri prima che piloti ed uno che corre in auto, può pensare a cosa dire in quella frazione di secondo? Ovviamente no, soprattutto quando vi è un errore che potrebbe compromettere la sua gara.   
La FIA che, come Liberty Media, ha intrapreso questa crociata del “bene” sta attuando anche alcune reprimende. I piloti non possono usare più frasi colorite e forse nemmeno in conferenza stampa, sennò potrebbero essere multati o messi a fare i servizi sociali. Una follia che va arginata, perché la sensazione è che le cose stiano sfuggendo di mano. L’utilizzo poi del presidente della FIA di dire che le troppe parolacce fanno apparire i piloti come rapper ha fatto infuriare Lewis Hamilton. Hamilton non ha preso bene l’associazione visto che secondo lui, la maggior parte dei rapper è di colore e quindi quella utilizzata da Saleyem sarebbe un’offesa razzista. Insomma, come parli sbagli e forse allora è meglio tornare a quando si stava peggio.

I piloti di Formula 1 non ci stanno

Le parole di Hamilton possono essere lette in tanti modi, anche in chiave ironica. Quello che comunque trapela è che i piloti di Formula 1 sono stanchi di questo politicamente corretto all’interno del loro sport. La nuova ondata di “repressione” inerente ai team radio li ha fatti infuriare non poco, dato che per loro è normale infuriarsi quando le cose non vanno, quello è il loro lavoro. Il capo di questa battaglia non poteva che non essere Max Verstappen, il ribelle odierno. L’olandese ha già espresso che continuerà ad usare frasi colorite ed è già stato punito dalla FIA a Marina Bay. Max dovrà fare i servizi socialmente utili, ma lui non si è arreso, anzi, ha continuato con una conferenza stampa molto singolare dove rispondeva a monosillabi ai giornalisti. Verstappen ha spiegato che non è contro la categoria dei giornalisti, tanto da invitarli fuori per rispondere apertamente alle domande.
Il tre volte campione del mondo ha inoltre parlato di un suo possibile addio alla Formula 1 dopo il 2026. La fine del suo contratto potrebbe significare l'addio, se le cose non dovessero cambiare. I piloti non si sentono più liberi di esprimersi e a dirlo sono tutti, anche se ad esporsi maggiormente è SuperMax. C'è da chiedersi: cosa sarebbe una gara senza l’apertura della radio da parte di Yuki Tsunoda che se la prende con il team? E le storiche incazzature di Fernando Alonso nei confronti del rivale, non ci fa sempre sorridere? Senza questo momenti, la F1 sarebbe assai più piatta. La presa di posizione FIA è tanto più incomprensibile pensando che la MotoGP vorrebbe avere anche lei i team radio per movimentare un pò le dirette tv....

Ci vuole un’inversione di marcia

La F1 di oggi vorrebbe rappresentare un fenomeno sportivo "perfetto", dove sono tutti bravi, belli e buoni. Ma i piloti sono ragazzi come gli altri, corrono dietro ai loro sogni e quando le cose in pista non vanno come loro e il team hanno pianificato, il nervosismo aumenta. Oltre a ciò, metteteci che la Formula 1 è uno sport pericoloso: correndo si può morire, quindi in alcuni casi la parlaccia è anche un modo per sfogare tensioni e paure. La FIA deve farsi l'idea che un'espressione colorita ogni tanto ci può stare. I fischi sotto il podio e le antipatie del pubblico per questo o quel pilota, questo si che è un fenomeno da contrastare.
FOTO: social Formula 1

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