La vigilia del GP d’Italia del 1999 fece intuire che qualcosa potesse accadere, in una stagione che per colpi di scena e passaggi oscuri resta forse una delle più intriganti della storia della Formula 1. Il nostro racconto parla di quel 12 settembre del 1999. Il giorno della gara del GP di casa nostra, dove appunto sin dal venerdì la Ferrari annuncio la sua line-up per l’anno dopo. La comunicazione rrivò qualche ora dopo un’altra notizia, cioè che Eddie Irvine alfiere di Maranello sarebbe andato alla Jordan e al suo posto sulla rossa sarebbe salito Rubens Barrichello, il tutto senza che le due parti si mostrassero collaborative. Ora arriviamo al motivo perché quella domenica di 25 anni fa, divenne storia.
Una McLaren senza rivali
Lo ricordiamo bene il 1998 e il 1999, gli anni in cui la casa di Woking faceva la voce grossa. Le monoposto costruite da
Adrian Newey erano le migliori e tra le due McLaren (all’epoca grigie) a contrapporsi vi era solo una Ferrari, quella di Michael Schumacher. La strada verso il secondo titolo in Formula 1 per Mika Hakkinen si fece ancora più in discesa quando a Silverstone purtroppo si fece male il tedesco della Ferrari, costringendolo ad un lungo stop. Il suo posto fu preso dal finlandese Mika Salo e ad avanzare dopo quel brutto pomeriggio in Bretagna fu Irvine, che divenne il vero sfidante di Hakkinen.
La sfida si era fatta serrata, tanto che l’irlandese si era portato ad un solo punto di ritardo dal rivale finlandese. La McLaren era più veloce, la creatura di
Newey era perfetta; eppure, qualche lacuna la mostrava, permettendo così alla Ferrari di sognare. Nel GP la Ferrari voleva vincere. Il team d’oltremanica però mise in scena un fine settimana perfetto, con Hakkinen praticamente padrone dal venerdì e del sabato. Durante la giornata del sabato, Mika salì in cattedra prendendosi il primo crono così da scattare in Pole Position. Il pubblico italiano lo aveva già capito, serviva un miracolo per veder vincere la Ferrari in quella gara di Formula 1. Una convinzione che si fece ancora più viva dopo le qualifiche. Salo primo alfiere in rosso in griglia era sesto.
La gara che diede una foto inedita di Hakkinen in Formula 1
Tutti già avevano sentenziato il vincitore, era così scontato che ormai le scommesse partivano dal secondo posto. La partenza di Hakkinen fu perfetta, tanto da non lasciare nessuna possibilità d’attacco alla Jordan di Heinz Frentzen. Il finlandese iniziò una gara con i fiocchi, lui chiamato l’uomo di ghiaccio poi, pareva controllare magistralmente quella gara. Un soprannome che gli era stato affidato per la sua precisione al volante e il saper sempre restare calmo anche negli attimi più frenetici. Quindi chi poteva pensare a quello che sarebbe accaduto al giro numero 30? Nessuno, nemmeno il più grande rivale di Mika poteva pensare a ciò che stava per accadere.
Inizia il giro numero 30 dei 53 previsti Hakkinen si apprestava ad effettuare la prima variante. Ma sbaglò la scalata inserendo la prima invece che la seconda marcia. Qualcosa andò storto, con il risultato di testa coda nella sabbia. La macchina si bloccò e il finlandese venne costretto al ritiro. Mika scese dalla vettura e invece di tornare ai box, corse verso il parco dove scoppiò a piangere. L’uomo di ghiaccio si er sciolto, non riuscendo a trattenere le lacrime. Temeva che quell’errore gli potesse costare il mondiale di Formula 1. L’errore è solo suo. Hakkinen dirà che non era rientrato subito al box perchè non poteva prendersela con nessuno, soprattutto con gli uomini McLaren che gli avevano consegnato una macchina perfetta quel giorno a Monza.
Frentzen trovò la sua ultima vittoria in Formula 1
Quell’uscita ammutolì tutta Monza che non si capacitava di quello che era successo. Il testimone fù preso dalla Jordan di Frentzen che rese quel pomeriggio ancora più incredibile. Il teutonico volò verso la vittoria, la sua terza ed ultima in carriera, come fu l’ultima anche per la Jordan in Formula 1. Ralf Schumacher con la Williams e Salo con la Ferrari completarono il podio. Irvine giunse sesto e grazie a quel punto, riprese in classifica il leader Hakkinen. Hakkinen che credeva di chiudere i giochi in quel GP d’Italia si ritrovò un pilota attaccato in classifica. Quella domenica di 25 anni fa, ci mostrò un volto mai visto di Mika, ma è stato proprio il 1999 ad essere un anno strano e pieno di sorprese. Due settimane più tardi, sappiamo bene cosa capitò, in uno dei misteri che ancora cercano risposte, un giallo in una sosta Ferrari che consegnò in pratica il titolo da Hakkinen. Ci arriveremo. Ma in questa data era giusto ricordare il pianto del due volte campione del mondo.
FOTO: social Formula 1