Formula 1: Il giorno in cui Monza s’innamorò di Alonso

Formula 1
venerdì, 12 settembre 2025 alle 22:00
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Il 2010 è un anno maledetto: per i ferraristi è come la “peste”, perchè ad Abu Dhabi ci fu uno dei finali più amari della storia del Cavallino Rampante. Ma in quel campionato Formula 1 tuttavia regalò anche pagine stupende alla scuderia di Maranello. Una di queste proprio GP d’Italia. La gara di casa a Monza aprì le porte del sogno e al grande amore tra Fernando Alonso e il pubblico italiano. Tutti credevano che il titolo potesse tornare a casa, che Alonso con il suo talento e il suo grande cuore potesse davvero compiere la missione. Ora torniamo a quella giornata di festa, torniamo a quel 12 settembre 2010.

Perché quella gara riaccese il sogno

Il Gran Premio sul circuito brianzolo fu così importante per i sogni Ferrari perché si arrivava dalla tappa infelice del Belgio. A Spa-Francorchamps la vittoria era andata a Lewis Hamilton con la McLaren, diventando nuovo leader della classifica. Il britannico contava ben 41 punti in più dello spagnolo che si era ritirato dalla tappa belga. In lotta per il titolo c’erano anche e soprattutto i due Red Bull. Sebastian Vettel e Mark Webber disponevano della miglior vettura sulla griglia, che però aveva anche problemi d’affidabilità. I due piloti del team Anglo austriaco si trovavano molto più vicini al britannico in classifica.
La tappa di Monza era dunque essenziale per Fernando e la Ferrari per ritornare a mordere il Mondiale. I tifosi della rossa ci credevano e già dal giovedì si presentarono in massa nella città Lombarda. Quella carica fu essenziale tanto che già dal venerdì il pilota spagnolo era tra i primi. Il sabato in qualifica, l’asturiano fece segnare il miglior tempo con la vettura di Maranello, realizzando la sua prima Pole in Ferrari.

La grande gioia di Alonso a Monza

Il via di quella prova italiana in realtà non fu delle più felici per Alonso che venne sopravanzato da Jenson Button con la McLaren. Lo spagnolo rischiò addirittura la frittata visto che alla prima variante andò a contatto con il compagno Felipe Massa. Le due rosse tuttavia ne uscirono indenni, ma il brasiliano giunto alla variante della Roggia divenne protagonista di un altro incidente. Hamilton e Massa si presero, con l’inglese che ebbe la peggio e fu costretto al ritiro. Quel momento cambiò tutto! Vero che il Campione del Mondo di Formula 1 in carica Button era in testa, ma dietro c’era Alonso e Lewis era out. Vettel e Webber, inoltre, erano partiti male e per loro fu una gara in rimonta.
Button era inseguito dalle due Ferrari con quella di Alonso che era la più minacciosa visto che lo spagnolo voleva vincere. La gara pareva scritta con Jenson che riusciva a tenere a bada Fernando che non aveva punti per sorpassare il rivale britannico. La svolta giunse nel corso della 36esima tornata, ovvero, al momento del pitstop. Button rientrò prima di Alonso, che decise di restare in pista. Spinto da tutto il pubblico di Monza cercò di mettere a segno un giro perfetto, così da rientrare davanti al rivale. Fernando riuscì nell’impresa, anche grazie ai meccanici Ferrari che furono velocissimi al pit. L’apoteosi si compie, ora davanti a tutti c’era il Cavallino Rampante, ora Alonso doveva pensare solo a portare a casa la gara. Nei 16 giri seguenti che portarono alla bandiera a scacchi, la paura si mischiò all’ansia, la trepidazione era troppa ed era palpabile anche dalla TV.

Una delle gare più emozionanti vinte in Formula 1 da Alonso

Alonso tagliò il traguardo e festeggiò alla sua maniera. Dalla TV si sentì un urlo incredibile, con il pubblico che intonava il nome dello spagnolo. La festa sul podio fu pazzesca, il sogno di vincere il titolo di Formula 1 pareva essersi rimaterializzato per i tifosi del Cavallino Rampante. Alonso era il pilota giusto, scelto dal Presidente Luca Cordero di Montezemolo. La storia però fu triste con Vettel che vinse il titolo a Yas Marina, dopo che Fernando si era ripreso la leadership del mondiale. Alonso disse che l’emozione che provò per quella vittoria fu seconda solo a Barcellona 2006. Quella del suo primo successo davanti al proprio pubblico. Il popolo rosso lo colpì e lui ci mise tutto sé stesso per riportare il titolo a Maranello. Il destino non lo ha mai aiutato e così fallì anche negli anni seguenti, lottando come un leone fino all’ultima gara.
Sono passati quindici anni ma ancora oggi i tifosi Ferrari amano Alonso. Lui ci ha creduto davvero, lui ha provato con tutto sé stesso a vincere il titolo di Formula 1 vestito di rosso, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Non c’è riuscito, ma quando dai tutto è normale che poi la gente ti può solo amare, perché sai di aver dato il massimo. Quel giorno ci credevamo tutti, tanto che ancora oggi vorrebbero cambiare la storia di quella stagione, ma purtroppo non si può.
FOTO: Formula 1

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