Formula 1: Alpine e un futuro senza Renault  

Formula 1
martedì, 03 settembre 2024 alle 9:23
alpine
La storia tende a ripetersi sempre, è come una ruota che gira e prima o poi, fa ricomparire sempre gli stessi problemi. Un problema grande è quello che sta attanagliano la scuderia francese Alpine, che a Monza ha visto i dipendenti del suo reparto corse mettere in scena una protesta. Nasce dalle politiche aziendali della Renault che pare sia intenzionata a richiudere il reparto motoristico per la Formula 1. Un guaio non di poco conto, perché significa lasciare a casa moltissime persone e mostrare come questo ritorno con il nome sportivo del brand sia stato un insuccesso.

Lo stabilimento di Viry-Chatillon è in fermento

I nuovi regolamenti della Formula 1 che partiranno dal 2026 hanno portato molte case ha farsi delle domande. La Renault spare che si sia data anche una risposta. I risultati non ci sono, quello che doveva essere un progetto vincente si sta rilevando un fallimento. Gli antichi fasti sono un ricordo, gli anni d’oro del 2005 e 2006 con le vittorie di Fernando Alonso e poi quelli da fornitori di propulsori per la Red Bull sono il passato, anzi, il trapassato. Il gruppo francese sta pensando di chiudere i rubinetti e risparmiare sul lato sportivo, soprattutto in quello più costoso.
L’azienda fondata a Parigi non sta trovando buoni riscontri, anche se ormai ha dato tutto in mano all’Alpine. I motori che sta fornendo al suo marchio sportivo non sono efficienti, non sono in grado di reggere il passo con le rivali. La chiusura del reparto però, provocherebbe un licenziamento di massa che non sta piacendo ai dipendenti. Nel weekend appena trascorso a Monza, il reparto motoristico del marchio transalpino ha provato ad alzare la voce, ma in patria che il fermento è maggiore. Lo stabilimento di Viri-Chatillon è entrato in mobilitazione. Nel piccolo comune a Sud di Parigi, vi è il reparto motoristico della Renault, lì è dove nascono i motori che poi vanno in pista. I lavoratori incalzano la casa francese, che tuttavia pare abbia preso la sua decisione.  

Alpine si dovrà preparare ad un radicale cambiamento?

La protesta dei lavoratori è legittima, qui si sta parlando di lasciare senza lavoro tantissime persone. Ora, tuttavia, cerchiamo di guardarla con gli occhi della casa di auto da corsa Alpine. L’Alpine fa parte del gruppo Renault da sempre, dall’anno della sua fondazione. Essa rappresenta la parte sportiva del noto marchio transalpino, quindi perché riabbandonare tutto? Non sarebbe un autogol? Quando il progetto Alpine fu avviato, la Renault era molto felice della cosa, credeva davvero di aver trovato una soluzione per la Formula 1 ed ora?  
Nel 2021 si credeva che si fosse ad una svolta, che questa volta il noto marchio d’auto francese facesse sul serio mettendo in ballo la sua casa sportiva. Alpine potrebbe risentirne d’immagine, correre in Formula 1 ma senza il propulsore della casa madre. Passerebbe così ad essere una “garagista” (per riprendere un noto sostantivo usato da Enzo Ferrari). Questo sarebbe un limite, per chi solo tre anni fa parlava di ingresso epocale e che da lì a poco sarebbe arrivata in alto. L’uscita di Renault provocherà un vero terremoto, ma la casa di Dieppe non intende abbandonare il circuis più importante al mondo.   

Alpine continuerà in Formula 1 con un motore diverso

Gli obiettivi aziendali di Alpine sono noti, loro vogliono continuare il progetto anche dopo il 2025. Le cose ora stanno così: Alpine continuerà nel 2026 con un nuovo fornitore a meno che, la Renault non torni sui suoi passi. Voci dicono di un accordo già siglato con Mercedes, ma le voci come sempre lasciano il tempo che trovano. Ora però, la situazione in casa Alpine è tesa, perché i dipendenti del reparto motoristico di Formula 1 non sono in un momento idilliaco. Ora si rischia davvero, che nel lungo periodo si possano formare delle vere proteste di massa, che portino anche a scioperi importanti. La situazione è in divenire, la speranza è che tutto si possa risolvere.  
FOTO: social BWT Alpine F1 Team

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading