La guida sporca piace perché porta sempre adrenalina e ci fa immergere sempre nell’azione, ma è quella pulita e delicata che fa vincere i Mondiali. Essa rappresenta la perfezione, come perfetta era quella di Alain Prost chiamato il “professore” non solo per la sua guida, ma anche per quel saper calcolare tutto, anche i punti da raccogliere durante il weekend. Il 24 febbraio 1955 nasceva a Lorette uno dei talenti più cristallini della storia della Formula 1. E' originario di un paesino di meno di 5.000 anime e nessuno avrebbe potuto immaginare che proprio lì potesse sbocciare uno dei miti del campionato più importante dell'automobilismo. Prost è stato personaggio anche dopo il ritiro, e anche oggi fa parlare tutto il mondo di lui.
Uno sportivo poliedrico
La famiglia di Prost era di origini armene ed ha sempre avuto una passione per il motorsport. Il giovane Alain, tuttavia, prediligeva altri sport totalmente diversi da quelli a motori. Il calcio, ad esempio, che per un francese non può mai mancare, ma anche raffinati come il pattinaggio, o rudi come il Wrestling. Alain capì che il suo mondo erano i motori solo in tarda età, quando a 15 anni partecipò per la prima volta ad una gara di kart. L’amore sbocciò subito e sin dagli esordi sì capì che era nata una stella. La scalata fu veloce, dal 1975 al 1978 vinse tutti i campionati propedeutici francesi e nel 1979 la McLaren lo volle in Formula 1. Il francese rifiutò l’offerta per esordire sempre con il team britannico l’anno seguente.
Nel 1980 la casa di Woking riuscì a vincere le titubanze di Prost, ormai pronto al grande salto. Il
13 gennaio fece il suo esordio in Formula 1 in Argentina mostrando al mondo le sue doti da professore. Dal 1980 al 1991 corre in interrottamente nella categoria madre, dove raccoglie tantissime soddisfazioni. Il suo ritorno nel 1993 con la Williams cementifica la carriera andando a vincere il suo quarto ed ultimo titolo mondiale prima del ritiro definitivo. 51 gare vinte e ben 106 podi conquistati riempiono ancora di più la bacheca di Alain. Il suo comportamento da professore nel tempo, lo ha però portato ad avere molti rivali nel suo ambiente.
Alain, l'eterno "cattivo"
Quando nel tuo campo ti danno il soprannome di “professore” capisci che, per quanto sia un riconoscimento, qualcosa possa riguardare anche il tuo comportamento. La sua forza è sempre stata quella di riuscire a capitalizzare al massimo la situazione ed è diventato così un mostro di questo sport. Gli appassionati di Formula 1 lo ricordano con piacere eppure ai tempi non calamitava la simpatia delle folle. Epici i suoi duelli contro Niki Lauda, un altro perfezionista che però aveva il vantaggio di correre con la Ferrari. Lauda in seguito è stato anche compagno di team di Prost in Formula 1 ma nel confronto a pari auto Niki ha sempre fatto pesare il maggior fascino.
Una cosa simile è accaduta poi con Ayrton Senna con il quale ha dato vita forse alla più grande rivalità di sempre della Formula 1. Prost non è mai stato il “cattivo”, lui era un chirurgo, uno a cui importava l’iride ed anche se questo poteva portarlo a non avere tanti ammiratori a lui non interessava. Oggi lo si è rivalutato, come capita spesso dopo che un pilota si ritira. Le sue eccelse doti di guida ne fanno uno dei più grandi di tutte le epoche. Il transalpino non ha mai avuto rapporti eccelsi nemmeno con le sue squadre, con la McLaren dopo Suzuka 1989 finì malissimo, ma ancora peggio con la Ferrari nel 1991. Non ci girava tanto intorno, e arrivò a dire che la Ferrari 643 era un camion. Questo mandò su tutte le furie Enzo che lo licenziò prima dell’ultima gara di quell’anno.
Alain Prost e quel legame mai finito con la Formula 1
Alain era così, voleva vincere e per farlo si è fatto tanti nemici. Lui però fu quello che prima della gara di Imola 1994 in un’intervista dichiarò che la Formula 1 non guardava alla sicurezza, è colui che dopo la morte di Senna collaborò per la creazione di un’associazione benefica in Brasile col nome del suo grande rivale. Prost, inoltre, non ha mai spezzato il suo legame con la F1 forse perché ha sempre amato questa disciplina. Dal 1997 al 2001 ha avuto addirittura un suo team, che portava il suo nome: Prost Gran Prix. La scuderia ha conquistato la bellezza di tre podi e poi si è sempre legato alla categoria collaborando con la Renault e l’Alpine negli ultimi anni. 70 anni fa nasceva un personaggio essenziale per tutti noi, un pilota che ci ha regalato magie uniche, che ha reso il nostro amato mondo un posto anche per cinici ma che sapevano regalare emozioni che sarebbero rimasti nel immaginario collettivo. Buon compleanno Alain Prost, il “professore” di tutti noi amanti della Formula 1.
FOTO: Formula 1