Formula 1: Vent'anni fa l'imbarazzo di Indianapolis, solo sei auto in pista

Formula 1
giovedì, 19 giugno 2025 alle 14:03
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Il 19 giugno del 2005 è difficile da dimenticare e resta ricordo limpido nella storia della Formula 1. Era una calda domenica estiva da vivere davanti alla TV per seguire il GP degli Stati Uniti d’America. Ma fin dal primo collegamento si era capito che qualcosa non andava. I team gommati Michelin non volevano correre, il rischio era troppo alto, ma nessuno pareva dare attenzione alle scuderie con gli pneumatici francesi. Era come un lampo d’estate ma senza il tuono. Ma poi purtroppo arrivò e fece sobbalzare tutti dalla sedia. Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla gara della vergogna che compie 20 anni.

Lo scandalo partì già dal venerdì

Il popolo statunitense pareva entusiasta dell’evento, la Formula 1 non non era ancora ai livelli di popolarità attuali ma era comunque attesa. Indianapolis ha curve sopraelevate ed è celeberrimo per ospitare, all'interno dell'ovale, la famosissima 500 miglia. Al venerdì il primo grande problema: durante le prove libere Ralf Schumacher con sua Toyota non curvò. La gomma anteriore sinistra cedette e l'auto si schiantò contro il muro. Un incidente pauroso ma il tedesco uscì quasi indenne dall'abitacolo, mentre la vettura riportò danni seri. La casa giapponese chiese spiegazione al fornitore francese.
Non era un incidente normale: semplicemente le gomme non riuscivano a sostenere il peso della vettura sul banking, causa la forza che si generava in maniera imponente. La qualifica si tenne regolarmente e la pole postion finì all’altra Toyota guidata da Jarno Trulli. Vicino a lui Kimi Raikkonen con la McLaren. Nelle prime prime due file c'erano tutte vetture con gomme Michelin mentre per trovare la prima gommata Bridgestone bisognava scendere alla quinta casella di Michael Schumacher con la Ferrari. Molti sperano che il problema fosse risolto, visto che la qualifica era andata in porto regolarmente. In realtà a quei tempi si faceva il giro secco, quindi le gomme avevano al massimo un paio di giri. Tutti i team gommati Michelin si riunirono per valutare la situazione.

La gara più vergognosa della Formula 1

La RAI aveva i diritti parti subito col freno a mano sin dal collegamento, rimarcando come le sette scuderie che hanno le gomme francesi non volessero partire, per non rischiare l’incolumità dei piloti. I commissari tuttavia, invece di fermare tutto, andaro regolarmente avanti con la procedura di partenza. Le tribune erano strapiene, chi avrebbe potuto spegnere l'entusiasmo dei fan statunitensi della Formula 1 annunciando che il GP era annullato?
Il giro di ricognizione partì i piloti gommati Michelin rientrarono subito ai box, Il team radio della Renault a Fernando Alonso che divenne il simbolo della tragicommedia: “Box, Box!”. Quattordici vetture rientrarono in pit line mentre soltanto sei auto andarono a schierarsi. La foto che ritraeva soltanto Ferrari, Jordan e Minardi diventerà il simbolo del più grande imbarazzo della storia della Formula 1. La gara scattò con i 150mila spettatori indignati e delusi, tanto che cominciarono a lanciare di tutto verso la pista. Addirittura, fu colpita la Ferrari di Rubens Barrichello. La vettura non riportò danni. Gli spettatori lasciarono il circuito in poco tempo, urlando la loo rabbia contro gli organizzatori del più grande campionato automobilistico del mondo!

Il podio più indegno della Formula 1

Durante la gara Flavio Briatore ai microfoni della TV di Stato italiano dichiarò che la Michelin aveva dato ordine di non far gareggiare i piloti perché i rischi erano troppi. Il manager della Renault parlò di una trattativa con i commissari. La Michelin aveva proposto di rallentare l'ingresso nelle curve sopraelevate con una chicane e di spostare le vetture con gomme transalpine in coda a quelle fornite dal concorrente Bridgestone. Ma la Federazione disse no, la sicurezza quel giorno doveva farsi da parte, forse volevano una gara stile Indycar con tanti incidenti? Nessuno lo ha mai saputo, ma ciò che fecero le sette scuderie gommate Michelin fu comprensible. L’incolumità dei piloti era la cosa principale da salvaguardare.
I fischi del pubblico infuriato si sentivano dalla TV. La gara fu vinta da Schumacher davanti al compagno Barrichello. I due rischiarono addirittura di prendersi dopo che il tedesco era uscito dai box e il brasiliano aveva provato l’attacco. Sul podio il volto dei piloti Ferrari era freddo e nemmeno festeggiarono, lasciando lo champagne e scappando via. L’unico che restò fu il portoghese Tiago Monteiro che con la Jordan raggiunse il suo primo ed unico podio in Formula 1. Festeggiò come se nulla fosse, da solo, in una scena surreale e ridicola. Ma infondo la colpa non era di Tiago che almeno regalò un momento divertente in un giorno nero per il motorsport.
FOTO: Formula 1

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